Settimo

Proteste in via Bergamo: "L'antenna per il 5G ci fa paura"

Per i cittadini della zona il ripetitore sarebbe troppo vicino alle abitazioni

Proteste in via Bergamo: "L'antenna per il 5G ci fa paura"
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I residenti di via Bergamo non vogliono il «5G». E lo dicono apertamente.

Lo racconta il settimanale La Nuova Periferia di Settimo.

Ripetitore in arrivo in via Bergamo

«Abbiamo saputo in via informale, ma siamo più che certi,- ha detto Renzo Furlanetto, residente in via Bergamo a Settimo, - che nella nostra zona, e più in specifico tra i numeri civici 17 e 15 di via Bergamo, verrà installato un ripetitore della telefonia mobile. E siamo molto preoccupati di questo, pur sapendo che tutti noi utilizziamo i cellulari e che la tecnologia non si può fermare. Però saremmo stati più sereni se l’installazione fosse stata partecipata, e soprattutto condivisa nelle modalità e nella locazione dell’antenna».

L'incontro con l'amministrazione

Timori che sembrano trovare conferma dal fatto che in un campo adibito a coltivazione, verrà posizionata un’antenna per le comunicazioni «5G» ed è per questo motivo che i residenti di via Bergamo si sono incontrati, sabato mattina 27 gennaio, con alcuni rappresentanti dell’Amministrazione Comunale di Settimo per confrontarsi sul da farsi e per cercare di preservare la loro salute.

Erano presenti Elena Piastra, sindaca di Settimo, Luca Rivoira, assessore, e Manolo Maugeri, vice presidente vicario del Consiglio Comunale di Settimo.

Le preoccupazioni dei residenti

«Noi abitanti di questa zona siamo molto preoccupati - ha continuato Furlanetto - perché dai lavori che hanno iniziato a fare si è capito che l’antenna verrà posizionata a 50 metri dai muri delle abitazioni in cui viviamo e abbiamo paura delle radiazioni che potrebbero investirci così da influire sulla nostra salute. Pensiamo che le distanze prese in considerazioni siano insufficienti per garantire la salubrità della zona. Qui è pieno di campi e orti coltivati e ci chiediamo perché mettere il ricevitore proprio a fianco della strada, ma soprattutto a ridosso delle abitazioni. Io abito qui dal 1968 e scelsi questa zona proprio per la tranquillità e il verde tutt’intorno. Chiediamo, quindi, non di non realizzare l’installazione se è necessaria, ma di allontanarla dalle case o di trovare un’altra collocazione che ci faccia vivere più tranquilli. Inoltre, verrebbe anche modificato l’impatto ambientale e panoramico in una zona periferica di Settimo, che ha sempre avuto come caratteristica la bellezza della natura e dell’agricoltura».

Anche Gianluca Ferrua, residente in zona, ha le sue perplessità e paure: «Io sono seriamente preoccupato per questa installazione del 5G, soprattutto per la salute dei nostri bambini, di quelli più piccoli».

La sindaca: "Non si può far molto"

La sindaca ha ascoltato le riflessioni e le lamentele dei residenti pur rimarcando come purtroppo la delibera per l’installazione delle antenne telefoniche, né tantomeno la loro collocazione, siano competenze dell'amministrazione comunale: «Mi spiace, ma non si può fare molto e capisco benissimo il disagio dei residenti attorno a via Bergamo. Ma, rispettando le norme in merito, devo dire che l’installazione di un’antenna non richiede un’autorizzazione comunale, e non c’è un processo decisionale che spetta al Comune sulla posa delle antenne. Per l’installazione è necessaria l’autorizzazione di Arpa e una volta ottenuta il Comune ne prende atto e non può intervenire in nessun modo. Com’è avvenuto due anni fa in via Montello, dove su un condominio è stata installata la prima antenna 5G in città; il proprietario del palazzo ha dato l’autorizzazione e gli affittuari non hanno potuto fare nulla per impedirlo. Il Comune ha potuto solo modificare il Regolamento sulle antenne almeno per informare i cittadini. Però vorrei sottolineare che è Arpa che fa i rilievi in merito ed è sempre Arpa che autorizza la posa delle antenne e non il Comune. Quello che possiamo fare è di capire se si possa modificare in parte la locazione dell’antenna, e se l’antenna in questione verrà utilizzata da uno o più gestori di telefonia, ma il Comune non può inserirsi in un contratto tra privati».

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