Misurazione della febbre a scuola

Ordinanza regionale impugnata dal Governo, Cirio “difende” le scelte fatte

"Difenderemo con forza l’ordinanza perché convinti  sia utile e necessaria, oltre a ricadere appieno nelle competenze della Regione"

Ordinanza regionale impugnata dal Governo, Cirio “difende” le scelte fatte
Torino, 16 Settembre 2020 ore 08:35

Ordinanza regionale impugnata dal Governo, Cirio “difende” le scelte fatte.

Ordinanza regionale

Dopo l’annuncio dell’impugnazione da parte del Governo dell’ordinanza regionale con la quale si chiede alle scuole di verificare che le famiglie abbiano effettivamente ottemperato all’obbligo previsto dallo Stato di misurare la temperatura ai figli prima di mandarli a scuola, il  Governatore piemontese Alberto Cirio “difende le scelte fatte.

La posizione del Governo piemontese

Da parte del Governo piemontese  è ferma la presa di posizione.  Il Governatore Cirio ha infatti chiarito:

“Difenderemo  con forza l’ordinanza perché convinti  sia utile e necessaria, oltre a ricadere appieno nelle competenze della Regione, tra le quali c’è quella di tutelare la salute dei suoi cittadini. Le scuole piemontesi stanno già applicando l’ordinanza senza particolare difficoltà, come evidenziato dall’avvio dell’anno scolastico. La Regione Piemonte ha incaricato il professor  Barosio di rappresentarla davanti al Tar e ha scritto al Tribunale amministrativo regionale chiedendo di poter esporre le ragioni di una ordinanza che ha il solo fine di tutelare la salute di alunni, personale scolastico e delle loro famiglie”.

Chiude Cirio:

“L’ordinanza integra le regole previste dal Governo di far misurare la febbre alle famiglie, introducendo un meccanismo di controllo in più proprio per fare in modo che tale obbligo statale sia rispettato”.

Il Presidente sottolinea inoltre di essere convinto che la Regione sia nel giusto, perché l’ordinanza aumenta il livello di sicurezza per i cittadini e non introduce modifiche su quanto previsto dallo Stato, ma solo un meccanismo di controllo di quanto proprio lo Stato ha disposto per legge. Fino a quando il Tar non si sarà pronunciato sulla sospensiva, l’ordinanza regionale rimane operativa.

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