Indagine

‘Ndrangheta e politica, l’indagine si allarga anche a edilizia e rifiuti

La Direzione distrettuale antimafia ha chiesto al Tribunale del Riesame di Torino di disporre i domiciliari

‘Ndrangheta e politica, l’indagine si allarga anche a edilizia e rifiuti
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Mentre la politica «dem» si interroga su cosa sia meglio fare in vista delle elezioni comunali e di quelle regionali, l’indagine sulla operazione «Echidna», che ha portato in carcere o ai domiciliari nove persone - per reati che spaziano dall’associazione mafiosa al concorso esterno in associazione mafiosa, passando per riciclaggio, estorsione, ricettazione e detenzione illegale di armi - non si ferma.

Echidna: l'indagine si allarga

La Procura di Torino vuole vederci chiaro, anche alla luce delle intercettazioni, su settori che da anni sono al centro dell’attività della ‘Ndrangheta, come i rifiuti (in particolar modo lo stoccaggio di rifiuti speciali) e l’edilizia a Torino come in tutta l’area metropolitana.

Intanto la Dda, ovvero la Direzione distrettuale antimafia di Torino, ha chiesto al Tribunale del Riesame di Torino di disporre i domiciliari per uno dei «cardini» dell’indagine.

Ovvero per Salvatore Gallo, per tutti «Sasà», 85 anni, politico di lungo corso, che nel 2018 diede vita all’associazione - poi trasformata in corrente politica - «IdeaTo». È il padre del consigliere regionale uscente del Pd, Raffaele Gallo: quest’ultimo, pur non essendo indagato, ha deciso di dimettersi dal ruolo di consigliere e di non presentarsi alle imminenti elezioni regionali, dove sarebbe stato capolista.

Il ruolo di Gallo

Gallo senior è accusato di corruzione elettorale, estorsione e peculato: per la Procura, infatti, avrebbe favorito amici e sostenitori nell’ottenere concessioni in cambio di voti. E, allo stesso tempo, avrebbe infatti minacciato il licenziamento di un dipendente di Sitalfa che era candidato in Circoscrizione a Torino se non avesse corso con i «suoi». E, in conclusione, per il possesso di 16 tessere per il transito gratuito nei caselli della Sitaf (Torino-Bardonecchia) distribuite ad amici per non pagare il pedaggio ad Avigliana e Salbetrand.

In prima istanza, il giudice per le indagini preliminari aveva negato i domiciliari a Gallo come invece richiesti dalla Procura. Di qui la decisione di ricorrere al Tribunale del Riesame. Per gli inquirenti, Gallo senior nonostante fosse «fuori» da Sitaf era “ancora in grado di esercitare influenze”. Come? «Disponendo di un non trascurabile numero di tessere di servizio per il passaggio gratuito ai varchi autostradali da omaggiare a piacimento a terze persone nell’ottica di coltivare rapporti di interesse in cambio di utilità», spiega il gip nell’ordinanza di custodia domiciliare.

Per la Dda, «Gallo si poneva come dispensatore dei più svariati ‘favori’, possibili grazie alla vasta rete di relazioni intessuta negli anni”: sblocco pratiche urbanistiche, assunzioni, trasferimenti. Questo non per nobili intenti o spirito di fratellanza ma con il chiaro intento di guadagnare crediti da spendere in occasione delle diverse tornate elettorali».

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