Lieto fine

In servizio di pattuglia sventano l’ennesimo dramma

E' successo la scorsa settimana, due carabinieri in forza alla caserma di via Ozanam a Castiglione sono riusciti a trarre in salvo un giovane caduto nel canale Cimena

In servizio di pattuglia sventano l’ennesimo dramma
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In servizio di pattuglia sventano l’ennesimo dramma

Dramma sventato

Attimi concitati e al cardiopalma. Ma, per una volta, si può parlare di lieto fine.
E’ stato un salvataggio in extremis quello che è stato messo in atto, la scorsa settimana, da due carabinieri in forza alla caserma di via Ozanam a Castiglione che sono riusciti a salvare un giovane da morte certa.

I fatti

E’ successo tutto nell’arco di pochissimi istanti, nella tarda serata dello scorso martedì 17 maggio. L’allarme è stato lanciato poco prima della mezzanotte da alcuni residenti delle case che costeggiano il canale  «Cimena» e che hanno allertano il 112 dopo aver udito urla, disperate, di richiesta di aiuto.
Nelle acque del canale che appena due settimane prima, il 3 maggio, aveva restituito l’ennesimo corpo senza vita, c’era un giovane trascinato dalla corrente.
Nonostante fosse riuscito ad aggrapparsi, miracolosamente, a uno dei cavi di sicurezza nei pressi del ponte di strada del Porto, era in evidente difficoltà.
Sul posto, quindi, sono immediatamente intervenuti i due carabinieri in servizio di pattuglia sul territorio che non ci hanno pensato due volte a tentare il tutto per tutto.
Utilizzando una corda che avevano a bordo della vettura di servizio sono riusciti a tenderla da una sponda all’altra del canale Enel. Un tentativo per permettere al giovane di aggrapparsi alla meglio e provare a trarlo in salvo.
Il ragazzo, classe 1980 e residente in uno dei comuni del nostro territorio, è effettivamente riuscito ad aggrapparsi alla fune lanciata come estremo tentativo di mettersi in salvo dai due carabinieri intervenuti sul posto, ma era ormai quasi del tutto privo di forze. Affaticato, ulteriormente, dal grave stato di ipotermia per la lunga permanenza nelle acque del canale.

Il salvataggio

Quindi i carabinieri sono riusciti, sporgendosi dalle sponde, ad afferrarlo e a trascinarlo di peso in salvo, grazie anche alla collaborazione di alcuni dei residenti che non ci hanno pensato due volte a mettersi a disposizione dei soccorritori, in attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco e del personale medico del 118 che ha prestato le prime cure sanitarie al giovane.
Un salvataggio di cui, nonostante avvenuto in tarda serata, si è sparsa voce in poche ore tra i residenti di Castiglione. A maggior ragione dopo che, come detto, le acque del canale Cimena appena lo scorso 3 maggio avevano restituito il corpo senza vita di una donna di 65 anni.
Un lieto fine che, però, non spegne le polemiche dei residenti della zona che continuano a chiedere alle istituzioni del territorio, un’azione decisa e concreta affinché le sponde del canale possano essere messe in sicurezza una volta per tutte.
«Questa volta è andata bene grazie all’immediato e coraggioso intervento dei carabinieri - racconta una residente -, ma i cadaveri che abbiamo visto affiorare nel canale in tutti questi anni ormai non li contiamo neanche più. E’ importante che i sindaci e le istituzioni facciano sentire la propria voce perché la messa in sicurezza di queste sponde è di vitale importanza per tutti».
«Bisognerebbe recintare tutto - spiega un altro cittadino di Castiglione -. Nonostante i cartelli che avvertano che si tratta di una proprietà privata e che l’accesso è vietato, questa resta una delle zone più frequentate tanto da chi fa sport tanto dalle famiglie che scelgono di venire qui a fare una passeggiata all’aria aperta».
Questa volta, dicevamo, è andata bene. Ma per quanto ancora durerà.
Le indagini e gli accertamenti dei carabinieri, intanto, continuano per ricostruire la dinamica di quello che - soltanto per fortuna - non è stato l’ennesimo dramma consumato nel canale Enel.

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