L'allarme

Insegnanti in Piemonte: "Anche quest'anno sarà un proliferare di supplenze"

Le preoccupazioni dei sindacati regionali che lamentano la mancata strategia di investimento sulla scuola e l’irrisolto tema del sistema di reclutamento

Insegnanti in Piemonte: "Anche quest'anno sarà un proliferare di supplenze"
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Il decreto sulle nomine in ruolo autorizza in Piemonte 3.727 posti di personale docente; si tratta di un numero inferiore alle disponibilità. E' l'allarme lanciato in questi giorni dai sindacati.

Il comunicato dei sindacati

"Si ripropone anche quest’anno - affermano, in una nota, Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola del Piemonte - la mancata strategia di investimento sulla scuola e l’irrisolto tema di un reclutamento disfunzionale alle esigenze delle scuole e locali".

"Ancora una volta il contingente per le immissioni in ruolo - spiegano - purtroppo non sarà completamente coperto per la mancanza di aspiranti nelle graduatorie. Siamo in attesa di conoscere gli orientamenti dell'Ufficio Scolastico Regionale per la ripartizione del contingente tra graduatorie e province. Il ministero moltiplica le procedure ma diminuisce i posti per le immissioni in ruolo, occorre immettere in ruolo anche coloro che sono idonei alle varie procedure concorsuali".

"Cambiare il sistema di reclutamento"

"Per dare stabilità al sistema scolastico piemontese - proseguono i sindacati - il ministero deve modificare il sistema di reclutamento, aprendo le immissioni in ruolo, come già accaduto in passato, agli abilitati (persone che hanno superato il concorso) presenti nella prima fascia delle graduatorie provinciali. Solo riaprendo il doppio canale la nostra regione non assisterà, come ormai da anni, al proliferare delle nomine per supplenza. La prossima settimana si avvieranno le procedure informatiche sia per le immissioni in ruolo sia per la scelta delle scuole per i contratti a tempo determinato".

FLC CGIL, CISL Scuola e UIL Scuola del Piemonte assicurano che seguiranno passo a passo tutti i passaggi per garantire che l’anno scolastico si avvii tutelando il diritto allo studio degli studenti e i legittimi diritti e aspettative degli insegnanti e del personale ATA inserito nelle varie graduatorie.

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