Inchiesta

Come si vive a Fornacino? "Ormai siamo diventati un dormitorio"

La frazione al 'confine' tra Settimo e Leini convive con i problemi di sicurezza stradale e l'assenza di trasporti

Come si vive a Fornacino? "Ormai siamo diventati un dormitorio"
Pubblicato:

Continua il viaggio del nostro settimanale La Nuova Periferia di Settimo alla scoperta delle borgate e dei quartieri cittadini, tra luci e ombre, punti di forza e criticità da risolvere.

Una borgata "divisa a metà"

A cavallo tra Settimo e Leinì, Fornacino viene descritta quasi come «una borgata dormitorio» divisa tra due Comuni che, sui «grandi» problemi della zona, spesso si rimbalzano le responsabilità.

«Attenzione, in quel punto state fotografando Leinì. Se invece vi spostate dal lato opposto siete su Settimo», ci ha fatto notare un signore che, intercettato lungo via Reisera, ci ha aiutato ad avere lo scatto «settimese» del quartiere. «Questa strada è divisa a metà, ed è un grande problema capire dove reperire i fondi quando servono le manutenzioni», è la sintesi fornita da diversi residenti della frazione che incontriamo nel corso della nostra tappa a Fornacino.

«Ormai, questa è una borgata dormitorio – dichiara un cittadino -. Alcuni non sanno neanche che esiste la chiesa del Sacro Cuore di Gesù e il circolo ricreativo del Fornacino. In questo modo, anche la volontà di aggregazione di questa realtà va a disperdersi perché tanti non partecipano».

Insomma, le varie – e lodevoli – iniziative organizzate dall'associazione non bastano. Fornacino si sente una frazione «scollegata dal resto del mondo» e del territorio. Una sensazione alimentata soprattutto dall’assenza di servizi e trasporti.

Il problema del cavalcavia

Nel quartiere che prende il nome dalla presenza storica di numerose fornaci non hanno dubbi. Quando chiediamo le principali criticità della frazione, gli abitanti di Fornacino individuano all'unisono la pericolosità del cavalcavia Torino-Aosta. «Questa è una problematica che ci sarà sempre – risponde, quasi rassegnata, un'esercente -. Quel cavalcavia non lo toglieranno mai, anzi va già bene che c'è quella piccola rotonda che obbliga i camion a rallentare, fare il giro e poi salire». Dello stesso tenore anche Jessica, dipendente di uno dei bar della zona. «Questo tratto è un po' pericoloso. Ogni due mesi vengono a fare dei controlli però da tre anni che sono qui non hanno mai fatto nulla», dichiara la commerciante che lamenta anche l'assenza di illuminazione. «Noi siamo operativi dalle 5 del mattino – spiega -, arrivando molto presto la mattina è davvero buio e c'è zero illuminazione».

Il cavalcavia rappresenta da anni una criticità del territorio, diventata spesso oggetto di dibattiti politici e di azioni da parte di Settimo e Leinì che solo qualche mese fa avevano scritto una lettera al prefetto di Torino e ad Ativa, l'azienda che gestisce il tratto autostradale. «Lo sanno tutti. Qui il problema grosso è il traffico. E questo cavalcavia avrebbe bisogno di una bella ristrutturata. Poi, dopo la rotonda, vicino al ponticello ci sarebbe da sistemare anche il marciapiede che ha un dislivello e soprattutto gli anziani rischiano di inciampare», racconta Roberta, unendosi al coro di chi chiede che in futuro vengano messi in campo interventi concreti per risolvere l'annosa problematica del cavalcavia.

L'assenza di trasporti e di manutenzioni

«A parte il pullman che passa in orario scolastico, noi siamo scollegati dal resto del mondo – segnala qualcuna -. E chi lavora cosa fa? Una volta c'era una navetta, adesso nulla. Ma tanto anche questa richiesta cadrà nel vuoto. Ne prendiamo atto, non possiamo farci niente». La mancata copertura di trasporti durante la giornata è un'altra problematica che Fornacino mette sul piatto della futura Amministrazione e che colpisce indistintamente persone di ogni età.

«Non è il capriccio del giovane che vuole uscire – spiega una ragazza -, ma è un problema per tutti. Per chi deve fare una visita, andare in farmacia». Una criticità – quella dei trasporti – che si aggiunge alla difficoltà di capire a chi spettino le manutenzioni stradali. «Io abito su una strada che è di Leinì, ma sotto il Comune di Settimo e quando il Comune ha capito che quel tratto è di Leinì ho notato che nessuno la ripara più – racconta un cittadino -. Leinì quel tratto non sa neanche che esiste, salvo mettere dei cartelli di divieto di sosta su Settimo che, però, nessuno rispetta perché tutti ci parcheggiano. Bah – sorride -, sono le assurdità della vita...».

Commenti
Lascia il tuo pensiero

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici sui nostri canali