Dibattito

Ai Torino un locale trasgressivo per scambi di coppia e incontri piccanti

Il titolare dell'attività replica alle osservazioni del gruppo "Salviamo il Meisino" che stanno circolando sui social: "E' una location privata, senza alcun vincolo, e non si trova nel Parco"

Ai Torino un locale trasgressivo per scambi di coppia e incontri piccanti
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Una notizia che sta creando un certo clamore in questi giorni.

Immagine di archivio

Un'oasi naturista dedicata a incontri particolari

Una attività privata particolare sta per sorgere in un terreno privato nel comune di Torino. Si tratta del Tantra Club Club Privè, un'oasi naturista, la prima del nord Italia, che sorgerà in corso Casale, sulla strada che collega Torino e San Mauro Torinese.

Il locale sta prendendo forma al posto di un’azienda di lamiere, all’interno un cortile di 10mila metri quadri, in una conca, recintato e alto tre metri. Non visibile all’esterno. Con vista sul Po e sulle sponde del Meisino.

L’iniziativa viene descritta così sul sito dell'attività:

“L’unico vero Beach Club libertino del Nord Italia per la più bella e giovanile movida naturista del Piemonte per Coppie, Singoli e Singole. Discoteca all'aperto con un palco e pista da ballo sotto le stelle e con la possibilità di cenare e ballare a bordo piscina. Una bellissima "Terrazza panoramica per un bellissimo drink con vista sullo splendido parco del Meisino nella cornice del fiume Po. Ampio parcheggio.
Servizio ristoro, pranzo con alcuni servizi inebrianti ......avremo una bellissima Sauna con Vista sul Parco...Idromassaggio ecc... potrete trascorrere qualche ora in totale relax e vivere esperienze intriganti, un'icona trasgressiva per Coppie Libertine e Singoli che vogliono vivere incontri piccanti e vivere allo stesso tempo un’esperienza rigenerante nel tempo libero”.

Stando a quanto riporta sempre il sito, l'inaugurazione dovrebbe avvenire nell'estate 2024.

La reazione del gruppo "Salviamo il Meisino"

"Una inaspettata “ciliegina sulla torta”, a complemento di quanto ha deciso di realizzare l’Amministrazione comunale di Torino con il progetto PNRR da 11,5 milioni di euro nell'area del Meisino". E' questo il primo commento diffuso sulla pagina social del gruppo "Salviamo il Meisino", che da mesi si batte contro un altro progetto, ossia la realizzazione del "Parco Dello Sport" nell'area dell'ex Galoppatoio militare di Torino e che tramite social ha voluto dire la sua su questa questione.

Come sempre l'approccio è quello ambientalista. Dal gruppo affermano che il club va a collocarsi "proprio dove due aree tutelate dall’Unione Europea si fronteggiano divise solo dal fiume Po, cioè fra la Zona a Protezione Speciale (ZPS) IT1110070 e la Riserva di Biosfera Collina Po – MAB IT1110002" .

"Non ci interessa fare un discorso moralistico - aggiungono da Salviamo il Meisino - chiediamo solo all’Amministrazione comunale, se abbia senso stravolgere così l’immagine di un’area che molti ci invidiavano".

(Intanto la petizione che è stata avviata da tempo per dire di no al progetto del parco dello sport ha raggiunto circa 8200 firme).

Parla il titolare

Sulla questione interviene in prima persona il direttore della nascente attività, Walter Amerio, anche per rimarcare il fatto che si tratti di un progetto su una location privata e che non sorga nel territorio del Parco del Meisino né in un'area sottoposta a particolari vincoli. Queste le sue precisazioni:

1- Il locale non è all'interno del Parco del Meisino
2- Il locale è un locale commerciale con un cortile di 10.000mq ove sarà realizzata una struttura completamente privata attualmente recintata e nessuno può vedere nulla dall'esterno.
3- La Location è sita nel Comune di Torino e l'attività rientra come Terzo settore nel PRG del Comune di Torino
4- La struttura NON E' ASSOLUTAMENTE sotto nessun vincolo se non l'unica prescrizione avuta dagli uffici competenti di Torino (paesaggistica) è relativa al colore del telo della piscina che dovrà essere "Salvia"
6- "La petizione "salviamo il Meisino" gliela firmo anche io perché il parco del Meisino (che nulla a che fare e non rientra nella nostra struttura) ha davvero bisogno di manutenzione" conclude Amerio.

 

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