Congedo paritario obbligatorio, la proposta partita da Settimo ha raggiunto le 50.000 firme per chiedere al Parlamento di discutere la legge.
Congedo paritario, raggiunte le 50.000 firme
Traguardo «tagliato»: nella giornata di ieri, domenica 26 luglio 2026, la proposta di legge partita da Settimo sul congedo paritario obbligatorio, ha raggiunto il quorum delle 50.000 firme.
La petizione, promossa dal Comitato Pari alla Pari, fondato dall’assessora Chiara Gaiola, è stata depositata ad inizio giugno alla Corte di Cassazione e subito dopo, attraverso la piattaforma online, è partita la raccolta firme. «44 giorni dalla pubblicazione, una media di 1100 firme al giorno, un risultato straordinario grazie a tante e tanti che hanno portato avanti questa proposta», si legge sulla pagina del Comitato che, oltre a diversi volti settimesi (tra cui anche la sindaca Elena Piastra), ha raccolto anche amministratori e genitori provenienti da tutta Italia. «La nostra proposta di legge può iniziare il suo percorso. Abbiamo raggiunto l’obiettivo ma di certo non ci fermeremo perché più siamo e più sarà forte la nostra voce su questo tema per noi indispensabile», puntualizzano da Pari alla Pari.
La petizione
L’obiettivo portato avanti dal Comitato è quello di redistribuire in modo equo la condivisione della cura del figlio, introducendo cinque mesi di congedo per ciascun genitore, integralmente retribuiti. Perché – afferma, con forza, Pari alla Pari, «dieci giorni per i papà non bastano». Una battaglia, culturale e sociale, volta anche a superare le disuguaglianze di genere. «L’intervento assume rilievo strategico in quanto è diretto a rimuovere una disparità non solo normativa, ma anche culturale e sociale in modo da promuovere una più equilibrata assunzione delle responsabilità genitoriali e un maggiore sostegno all’occupazione femminile», si legge nel testo della petizione.
Esprime soddisfazione per il risultato raggiunto in poco tempo anche la prima cittadina settimese. «La rapidità con cui si è arrivati a questo risultato è un segno che la questione è molto sentita nel nostro Paese che, come spesso capita, è più pronto del Parlamento, che ha bocciato la proposta di legge a febbraio – afferma Piastra -. Questo primo risultato è una grande soddisfazione perché l’impulso della raccolta firme è partito anche da Settimo, ma la raccolta non si deve fermare, perché come sempre più firme si raccolgono, più saranno un patrimonio prezioso per dire con più forza al Parlamento che i cittadini chiedono di considerare di nuovo, oggi, la questione».