Arriva al Teatro Garybaldi di Settimo Torinese “Yiddish Blues”, il nuovo e intensissimo progetto musicale che vede protagonisti Moni Ovadia, Giovanna Famulari e Michele Gazich: un concerto che si annuncia come un attraversamento poetico e sonoro delle culture dell’esilio, della memoria e della resistenza.
Moni Ovadia porta “Yiddish Blues” a Settimo
L’appuntamento è in programma venerdì 10 aprile 2026 alle ore 21.00 alla Suoneria di Settimo Torinese, in via Partigiani 4. Più che uno spettacolo in senso tradizionale, Yiddish Blues si presenta come un’esperienza musicale e civile di rara densità. La stessa definizione del progetto ne restituisce l’originalità: non teatro, non teatro-canzone, ma per la prima volta un vero e proprio concerto di Moni Ovadia, nato dall’incontro con due musicisti di straordinaria sensibilità e spessore artistico come Giovanna Famulari e Michele Gazich.
Sul palco, Ovadia è affiancato da Giovanna Famulari al violoncello, voce e pianoforte e da Michele Gazich a violino, viola, voce, pianoforte e percussioni psicoacustiche, con regia sonora di Fabrizio Chiapello. La durata è di 60 minuti circa.
Il titolo racchiude già il cuore dell’opera. Come raccontano gli stessi artisti, il blues è “la condizione dello spirito di chi si trova lontano da ogni dove”, musica di esiliati, schiavi, martirizzati; allo stesso modo, la cultura yiddish porta in sé l’esperienza dell’assenza di patria, dello sradicamento, della frontiera incessantemente attraversata.
Da questa profonda risonanza nasce Yiddish Blues, un viaggio in musica e parole che mette in dialogo tradizioni, lingue, ferite storiche e tensioni spirituali, trasformando il dolore in canto e la memoria in presenza viva. Il progetto prende forma attraverso una lunga condivisione artistica e umana. Al centro vi è il sodalizio fra Moni Ovadia, da sempre figura di riferimento nel panorama culturale italiano per il suo lavoro sulla memoria ebraica e mitteleuropea, Giovanna Famulari, musicista poliedrica capace di attraversare con naturalezza mondi sonori diversi, e Michele Gazich, compositore, poeta, autore e ricercatore musicale dalla forte vocazione nomade.
Il trio nasce da un intreccio di collaborazioni già esistenti, ma trova nel 2025 una nuova maturazione, fino a dare vita a una forma musicale inedita e necessaria, presentata per la prima volta dal vivo al Folkest Festival 2025. Nelle parole dei tre artisti, Yiddish Blues è il frutto di una costruzione paziente e condivisa. Moni Ovadia racconta di non avere mai composto una canzone prima d’ora e di avere trovato il coraggio di farlo di fronte all’orrore contemporaneo, scrivendo insieme a Famulari e Gazich due brani fortemente legati alla tragedia palestinese.