la decisione

E’ separazione tra Manno e la società Lilliput Settimo

Dopo la mancata promozione in B2

E’ separazione tra Manno e la società Lilliput Settimo
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Con un annuncio improvviso, ma forse non del tutto inatteso, il Lilliput ha comunicato la separazione dal proprio coach Andrea Manno, che dopo due stagioni chiude la sua esperienza in biancoblu. Non è da escludere che alla base della decisione ci sia stata la delusione per la mancata promozione in B2, sfuggita di mano per il secondo anno consecutivo, dopo l'autoretrocessione dalla A2.

E’ separazione tra Manno e la società Lilliput Settimo

Così se l'anno scorso furono due sconfitte al quinto set a segnare il destino delle settimesi, in questo campionato è stato lo scivolone di Piossasco a far girare una stagione che ha visto il Lilliput tra le protagoniste. «Era da un paio di mesi che la decisione mi era stata comunicata, proprio per fare un cambio di rotta, così mi è stato detto», come afferma l’ormai ex tecnico. Questa dunque la parola d’ordine.
-Hai avvertito qualche disappunto, un cambio nell'atteggiamento, della dirigenza nei tuoi confronti dopo la sconfitta con Alessandria in finale di Coppa Piemonte?
-«No, nulla di particolarmente esplicito, ma la sensazione che stesse girando il vento, o meglio il clima, magari, quello si».
-Possibile che il gruppo squadra abbia avvertito questo mutamento, che ne sia stato in qualche modo influenzato anche solo inconsciamente?
«Non direi perché a loro non è stato comunicato alcunché e abbiamo lavorato con impegno nel mese successivo. La sconfitta con Piossasco ha però scombinato i nostri piani. Se avessimo mantenuto il nostro passo avremmo potuto sfidare Alessandria sapendo che anche in caso di sconfitta potevamo mantenere il vantaggio nel quoziente set e restare comunque in vetta».

Un passo falso decisamente inatteso, che ha finito per condizionare la seconda parte della stagione

«Si, noi dopo un primo set vinto con una certa sicurezza, abbiamo accusato la grinta delle nostre avversarie. Vero che ci mancava Cortelazzo, ma il nostro valore era comunque superiore. Dopo il set vinto ho cambiato Vevey che non era al meglio ma mi aspettavo una risposta differente da parte di chi era rimasto in campo, soprattutto le più giovani che avevano a disposizione una grande opportunità»
Per due anni di fila però dopo una prima fase decisamente brillante ha fatto seguito una seconda più opaca. Può esserci un legame?
«Non sono molto d'accordo. La passata stagione, per una regola piuttosto cervellotica dell'organizzazione del campionato abbiamo pagato caro due sole sconfitte al tiebreak in tutta la stagione, per me un’assurdità. Quest'anno abbiamo avuto un solo passo falso con Piossasco, ma avevamo preparato bene la partita con Santena, che però è stata più forte nei momenti chiave e nella fase di attacco, solo che perdendo subito la prima si è compromesso il resto del cammino nel girone. Un grande dispiacere ma una partita persa per pochi punti in ogni set, giocata alla pari e nella quale in tutte le statistiche abbiamo pareggiato le cifre delle nostre avversarie».

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