TAV contro treni locali, transizione energetica e il neologismo “Atefano”: la maratona della Regione Piemonte.
TAV contro treni locali
Si preannuncia una seduta fiume e ad altissima densità politica quella convocata a Palazzo Lascaris dal Presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Davide Nicco, per martedì 14 luglio 2026. I consiglieri saranno chiamati a esprimersi su un ordine del giorno monumentale che unisce decisioni cruciali per il futuro infrastrutturale ed energetico del territorio a mozioni identitarie, fatti di cronaca locale e persino insoliti dibattiti linguistici.
Il piatto forte: la mappa delle aree idonee per le rinnovabili
L’atto legislativo politicamente più rilevante è il Disegno di legge n. 136, intitolato “Disciplina per l’individuazione di ulteriori aree idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili”. Il testo, licenziato a maggioranza dalle Commissioni congiunte III e V l’8 luglio, arriva in aula sotto la guida dei relatori di maggioranza Bartoli e Raiteri e di minoranza Isnardi, Ravinale e Unia. La legge definirà la mappa e le regole del gioco per l’installazione di fotovoltaico ed eolico in Piemonte, un tema che promette una battaglia serratissima tra schieramenti.
Infrastrutture: la pioggia di richieste sui treni regionali
Il dibattito sui trasporti si preannuncia infuocato. Se da un lato la maggioranza (con un OdG firmato Ravello, Bordese e altri) punta a blindare il sostegno alla nuova linea Torino-Lione ribattendone il valore strategico, dall’altro l’opposizione – guidata da una raffica di provvedimenti della consigliera Disabato e dalla mozione “Blocchiamo il TAV” di Unia – sposta il focus sul trasporto pubblico locale.
Viene formalmente richiesta la priorità e lo spostamento di risorse sulla riattivazione e il potenziamento di ben 9 linee ferroviarie regionali dimenticate o critiche:
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Alessandria-Ovada
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Bra-Cavallermaggiore
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Bardonecchia-Modane
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Asti-Chivasso
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Novara-Varallo
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Cuneo-Mondovì
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Ceva-Ormea
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Santhià-Arona
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Pinerolo-Torre Pellice
L’opposizione chiede inoltre un intervento urgente del Governo contro il caro-biglietti e l’aumento delle tariffe regionali.
Libertà di stampa e il “caso” del neologismo Atefano
L’aula dedicherà un momento importante alla cronaca locale e alla deontologia con l’ordine del giorno relativo alla solidarietà ai giornalisti aggrediti a Chivasso, un testo volto a riaffermare la tutela della libertà di stampa, il diritto di cronaca e il valore del lavoro giornalistico sul territorio.
A sollevare grande curiosità è invece l’ordine del giorno n. 700, firmato in modo del tutto trasversale da esponenti sia di maggioranza che di opposizione (Graglia, Ravetti, Castello, Nicco, Carosso, Beccaria, Biglia, Buzzi Langhi, Fava), che chiede l’impegno della Regione per la diffusione del neologismo “Atefano”. Estratto dal testo:
“Nella lingua italiana sussiste un vuoto lessicale e culturale riguardo alla condizione dei genitori che hanno perduto un figlio, non essendovi un vocabolo specifico che definisca tale condizione; la lingua italiana prevede l’esistenza di parole ad hoc per definire ed individuare la condizione delle persone che perdono i genitori (“orfano/a”) e le persone che perdono il coniuge (“vedovo/a”), lasciando, invece, non definita la drammatica condizione di chi perde un figlio”. Da qui l’impegno a promuovere e diffondere il neologismo “atefano” mediante i canali di comunicazione istituzionale dell’Ente, inclusi i portali web, le piattaforme social e gli organi di ufficio stampa; – a valorizzare tale termine nell’ambito di manifestazioni, convegni e iniziative pubbliche regionali incentrate sulle politiche familiari, socio sanitarie e del welfare; – a farsi portavoce dell’istanza presso il Governo e le istituzioni nazionali, al fine di favorire il riconoscimento formale e la diffusione uniforme del neologismo su tutto il territorio italiano”.
Diritti, Sanità e Geopolitica
Il menù dei lavori tocca anche temi sociali e di genere fortemente divisivi. Il centrodestra unito (Antonetto, Riva Vercellotti, Chiorino e altri) presenterà un ordine del giorno di fermo sostegno alla Premier Giorgia Meloni contro il “sessismo mascherato da critica politica”, mentre il centrosinistra risponderà con la richiesta di riavviare i progetti di educazione sentimentale nelle scuole contro la violenza di genere e con una mozione (firmata Coluccio e Unia) per la rimozione della toponomastica e delle statue riconducibili al periodo fascista.
Sul fronte sanitario, fari puntati sull’atto per “fermare l’esodo del personale sanitario piemontese” e sul riconoscimento della Breast Unit del Presidio Ospedaliero Martini dell’ASL Città di Torino entro il mese di novembre 2026. Infine, spazio anche alla politica internazionale e alle ripercussioni globali: si voteranno aiuti alla popolazione cubana (colpita dalla crisi umanitaria ed energetica) e misure straordinarie a sostegno del settore agricolo piemontese, messo in ginocchio dall’impennata dei costi di produzione a causa delle tensioni geopolitiche e del conflitto nel Golfo Persico. Spicca infine una mozione della sinistra che chiede l’esclusione di beni e servizi provenienti dagli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati.