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Piastra ri-batte i pugni sulla Tav: «Qui nessuna sassaiola», ma del nodo settimese ancora non se ne parla

Già nelle scorse settimane la prima cittadina aveva lamentato l’immobilismo dell’Osservatorio sull’argomento.

Piastra ri-batte i pugni sulla Tav: «Qui nessuna sassaiola», ma del nodo  settimese ancora non se ne parla
Politica Settimo, 03 Settembre 2022 ore 09:58

Piastra ri-batte i pugni sulla Tav: «Qui nessuna sassaiola», ma del nodo settimese ancora non se ne parla

Tav

C’è un argomento particolarmente caro al territorio cittadino e, ancora di più, a quello dell’area nord est della Città Metropolitana che proprio in queste ore sta tornando sulla scena. E’ quello dei trasporti e in particolare di quelli su ferro. Nello specifico l’attenzione è tutta rivolta alla linea ferroviaria ad alta velocità, la cosiddetta Tav.

I fatti

L’occasione per tornare a parlarne è anche costituita dagli scontri che si sono verificati nel fine settimana appena trascorso in uno dei poli più sensibili dell’infrastruttura, in Val di Susa.

La questione settimese

Ma non si può e non si deve dimenticare che il tema della Tav non può non investire anche il territorio di Settimo. Lo sa bene la sindaca Elena Piastra che, come ha fatto nelle scorse settimane, torna a battere i pugni sull’argomento.
Il concetto espresso dalla prima cittadina è molto chiaro, «La Tav non è solo la Val di Susa», invitando perciò l’Osservatorio sull’infrastruttura di «affrontare il nodo di Torino verso Milano», attraverso evidentemente anche l’importanza che il territorio settimese riveste in questo senso. «C’è un territorio in cui la Tav esiste da anni, in cui i cantieri sono stati gestiti e subiti, in cui il villaggio operaio è da 15 anni stato trasformato in altro uso a favore di tanti, in cui di compensazioni non si è avuto tempo di discutere e sono stati piantati un po’ di alberelli. in quello stesso territorio si è deciso di sostituire la gronda merci (la tratta che avrebbe dovuto portare le sole merci) per farle passare sulla linea dei treni passeggeri. Quel territorio, nella periferia di Torino, definito nella relazione per la realizzazione dell’alta velocità “essenziale per la riuscita dell’intero progetto” e al tempo stesso stato dimenticato da qualunque discussione», esordisce netta la sindaca.
Il riferimento non può dunque non andare a un territorio che coincide con l’area che da Torino Rebaudengo conduce fino a Settimo Torinese. «Una relazione del 2012, poi confermata nel 2017, specificava una serie di azioni necessarie per procedere. Si chiedevano investimenti sulla tratta (per raddoppiare i binari), investimenti sul numero di treni per i passeggeri ( su tutti la famosa SFM8 ferma da anni e costantemente posticipata). In quella relazione si chiedeva anche di prevedere l’interramento della ferrovia per gestire i passaggi delle merci e delle eventuali merci pericolose. In particolare, la relazione dell'Osservatorio indicava la partenza dell'SFM8 come sostanziale prerequisito per il completamento del “nodo Torino”, ovvero quelle opere infrastrutturali e di potenziamento del servizio che renderebbero efficace l'investimento sull'Alta velocità».
Ma di azioni concrete in questo senso, secondo la sindaca, non c’è traccia. «Nulla di questo dibattito è presente oggi in Osservatorio - continua a lamentare dopo le prime osservazioni già delle scorse settimane -. Pur essendo tutti consapevoli che senza la risoluzione di questo nodo e senza i relativi investimenti regionali l’intera opera risulterebbe monca. Per questo abbiamo chiesto al Commissario Mauceri di introdurre un nuovo tavolo tematico dedicato al nodo Torino». Anche perché, qui nel settimese, «Non ci sono state sassaiole contro i lavoratori, non ci sono state minacce e nessuno si è incatenato ai binari, ma questo non significa che possiamo dimenticarci l’importanza di questo nodo per l’intera opera e, più in generale, non possiamo dimenticarci gli abitanti di Settimo che per ora hanno solo subito decisioni senza che si facesse nessun ragionamento per il miglioramento del servizio», chiude polemica nella speranza che alla sua voce si uniscano anche quelle dei colleghi del territorio altrettanto interessati a sfruttare le grandi opportunità logistiche e infrastrutturali di questo territorio.

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