Pd, tra messaggi whatsapp pubblicati per errore, accuse e difese “politiche”. Il confronto all’interno del Partito Democratico sanmaurese prosegue su più fronti: è scontro totale
Pd San Mauro
Dopo il Consiglio comunale di lunedì scorso, prosegue su più livelli il confronto politico interno al Partito Democratico. La crisi all’interno della maggioranza, per ora, sembra essere sempre più grave. E per un riassetto della Giunta si deve ancora attendere. Quello che però sta emergendo è che il tema San Mauro deve essere argomentato partendo da un livello più alto di quello locale. In ballo, infatti, ci sono gli equilibri a dir poco precari tra le varie anime (sarebbe però meglio dire correnti) interne al Partito, in ambito torinese e regionale
I whatsapp pubblicati per errore
Ad alimentare il confronto, negli ultimi giorni, sono stati gli screen dei messaggi tra la segretaria Anna Maria Barbero ed il segretario Metropolitano Marcello Mazzù, che la stessa Barbero avrebbe lasciato per qualche come stato del suo profilo, ma che in breve tempo sono arrivati a conoscenza di tutti, diventando di fatto pubblico. In questi, Mazzù ribadiva una posizione critica nei confronti dell’atteggiamento del partito, invitando la Barbero a riprendere in considerazione la questione dell’assessorato, da risolvere il prima possibile senza trascinarsi fino a settembre. Ma il segretario metropolitano non escludeva totalmente anche la possibilità di un commissariamento.
L’attacco di Lazzarini
Poi è arrivato il lungo post dell’ex capogruppo consiliare Rudy Lazzarini. Una precisa presa di posizione in particolare nei confronti dei due consiglieri dem (Graziella Nicosia e Giuseppe Spiandore), che nell’ultimo Consiglio per due volte hanno votato col Centrodestra.
“Il libero mandato è un principio fondamentale della nostra democrazia. Nessun eletto deve essere costretto a votare contro la propria coscienza. Ma la politica non è fatta solo di diritti individuali. È fatta anche di appartenenza, responsabilità e lealtà verso una comunità che condivide valori, un programma e una visione. Chi sceglie di candidarsi con un partito o una lista chiede la fiducia degli elettori anche sulla base di quel progetto collettivo. Per questo, il dissenso è sempre legittimo quando nasce dal confronto, viene motivato con chiarezza e contribuisce a migliorare le decisioni comuni. Diverso è il caso in cui il dissenso diventi una scelta sistematica, fino a rendere irriconoscibile il confine tra il progetto politico con cui si è stati eletti e quello delle forze contrapposte. In quel momento la questione non è più soltanto il singolo voto, ma la credibilità del mandato politico e il rapporto di fiducia con gli elettori. Una comunità politica non può essere un semplice contenitore elettorale. È un luogo in cui si condividono idee, si discutono differenze e si costruiscono sintesi. Se questo legame viene meno, non è in discussione la libertà dell’eletto, che resta pienamente garantita, ma il senso stesso dell’appartenenza. La coerenza vale per tutti. Per il singolo, che può scegliere di intraprendere un percorso diverso se non si riconosce più nella comunità politica di cui fa parte. E vale anche per la comunità, che ha il diritto e il dovere di tutelare la propria identità. Per questo, quando il rapporto fiduciario si rompe in modo profondo e duraturo, l’esclusione dalla comunità politica non rappresenta una vendetta né una sanzione contro il libero mandato. È, semplicemente, la presa d’atto che il progetto comune non esiste più e che la fiducia reciproca è venuta meno”.
La difesa politica di Rastelli
Infine, nel pomeriggio di oggi, sabato 11 luglio 2026, è arrivata la “difesa politica” di Luca Rastelli, sia nei confronti della segretaria Anna Maria Barbero che verso i due consiglieri (Spiandore e Nicosia) che hanno deciso di fare scelte diverse rispetto a quelle del gruppo consiliare.
“La reputazione digitale è un patrimonio fragile che richiede cura quotidiana, attenzione e un’attenta pianificazione. Una svista veniale non può trasformarsi in una colpa grave, né tantomeno giustificare una gogna mediatica inaccettabile. La nostra Segretaria è attualmente sottoposta a una forte pressione su più fronti, talvolta persino da parte di chi dovrebbe invece garantirle sostegno e rassicurazione. I messaggi pubblicati ne sono la prova evidente. La nostra Coordinatrice sta portando avanti, con coerenza, la linea espressa dalla maggioranza assoluta del direttivo: una linea che può non incontrare il favore della minoranza o di qualche dirigente provinciale, ma che all’interno del Partito Democratico rappresenta una garanzia di democrazia e un valore fondamentale in cui crediamo fermamente. Chi opera con trasparenza e correttezza non ha nulla da temere. Abbiamo rispettato rigorosamente ogni norma dei regolamenti interni e dello Statuto del partito; non sussistono, pertanto, gli estremi per un commissariamento, dinamica della quale ci facciamo garanti. È doverosa, inoltre, una precisazione riguardo al voto contrario espresso da due consiglieri del nostro gruppo. Siamo certi della bontà e della lungimiranza della loro scelta, finalizzata esclusivamente alla tutela di San Mauro, delle sue fragilità e dei suoi futuri abitanti. Il loro “no”, ampiamente motivato, rappresenta un atto di assoluta responsabilità. Le regole di quel distretto urbanistico sono state modificate solo pochi mesi fa, in piena fase di elaborazione del piano; in questi contesti, è necessario avere il coraggio e la lungimiranza di attendere, comprendere, valutare e, qualora si rendesse necessario, saper anche correggere la rotta”.