La lettera

Patrizia Furfaro: «I curiosi che vogliono sapere dove andrò, lo chiedano a me»

Dopo i rumors delle scorse settimane, l'ex candidata sindaca del Pdl smentisce il suo passaggio tra le fila di Futuro Nazionale

Patrizia Furfaro: «I curiosi che vogliono sapere dove andrò, lo chiedano a me»

Patrizia Furfaro interviene dopo le voci circolate nelle scorse settimane rispetto ad un suo presunto passaggio in Futuro Nazionale.

Patrizia Furfaro: «No, non seguo Vannacci»

Non si sa se si sia semplicemente trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato o se qualcuno (magari tra quelli che lei definisce «i gentili curiosi») abbia creato l’occasione giusta per trasformare un semplice saluto ad un banchetto in un’automatica tessera di partito nel portafoglio. Sta di fatto che Furfaro, da giorni, fa fatica a masticare le ricostruzioni che sono circolate sulle sue ultime mosse politiche.

A questo punto, occorre un passo indietro. Nelle scorse settimane, sulle colonne de La Nuova Periferia, erano stati riportati alcuni rumors che ventilavano l’ipotesi di un «salto» di Furfaro dalle fila di Fratelli d’Italia a quelle di Futuro Nazionale. Voci rimbalzate sui taccuini dei giornalisti durante l’ultimo gazebo che il neo-comitato di Fn ha organizzato lungo l’isola pedonale.

Uno scenario che la diretta interessata ha scoperto solo leggendo il nostro giornale, durante una cena tra amiche. Così, dopo aver mandato giù a fatica la cena, ma soprattutto quei «rumors» circolati a sua insaputa, l’ex candidata sindaca del PdL ha deciso di mettere alcuni puntini sulle «i». Spoiler: chi sperava di vederla già arruolata sotto le insegne del generale Roberto Vannacci, rimarrà deluso. Almeno per ora.

La lettera

«Noto con sorpresa come, nonostante la mia, momentanea o meno, “dipartita” dalla scena politica, il mio orientamento desti tanto interesse. Ho letto che si parla di “resa dei conti”; percepisco la necessità di inventare battaglie inesistenti per creare scalpore e puntare i riflettori su chi, forse, senza queste voci non avrebbe abbastanza luce ed è questo che mi spinge a smentire quanto emerso in merito al mio “salto” all’argine Vannacci – esordisce Furfaro -. In ogni caso, qualora ci fossero dichiarazioni da rilasciare, mi piacerebbe venissero da me e non da voci di corridoio, verosimilmente generate da un saluto fatto a qualcuno al banchetto di Futuro Nazionale, il quale poi avrebbe “confidato” le suo personali conclusioni ai giornali; secondo questo principio, ogni 10 metri in centro a Settimo sposerei un partito diverso».

Insomma, nonostante la rottura insanabile con i dirigenti (locali e non) di Fratelli d’Italia, almeno per ora, Furfaro non vuole parlare di nuovi matrimoni. «Sui “vecchi rancori mai digeriti”, posso affermare che, per quanto siano innegabili, mai detteranno le mie posizioni politiche. Infatti questi, se rancori si possono definire, sono rivolti strettamente ad una buona fetta di classe dirigente regionale la quale pensa ed agisce in maniera diametralmente opposta al mio modo di fare politica; diversamente avrei già il mio posto tra di loro, il chè esula dai miei obiettivi. La mia stima rimane indirizzata ed immutata nei confronti di Giorgia Meloni, unica persona del partito nel quale pensiero mi riconosca», sottolinea.

L’invito ai «gentili curiosi»

E poi, la chiosa finale. «Mi rendo disponibile alle domande di chi avesse il piacere, magari questa volta di persona e non dietro ad un giornale, di avere informazioni in merito al mio pensiero; diversamente – rassicura -, dato l’interesse dimostrato attorno alla mia figura, sarà mia premura aggiornare in un prossimo futuro i gentili curiosi sulle mie eventuali libere scelte, e posizioni, qualora ci dovessero essere novità».