La "battaglia"

“Le palestre devono essere destinate allo sport in orario extrascolastico”

Lettera aperta di Regione, Coni e Cip a Comuni, assessori allo Sport e Città Metropolitana

“Le palestre devono essere destinate allo sport in orario extrascolastico”
Torino, 14 Luglio 2020 ore 15:58

“Se le palestre non saranno a disposizione a settembre lo sport di base rischierà di scomparire”

Palestre scolastiche

Il tema delle palestre  che, a settembre, potrebbero non essere più  destinate, in orario extrascolastico alle associazioni sportive, per svolgerà allenamenti ed attività di base, torna in primo piano. Il rischio che tale scenario si possa effettivamente verificare esiste. E questo vorrebbe dire che molte attività potrebbero essere messa a rischio.Regione Piemonte, CONI Piemonte e CIP Piemonte hanno inviato una lettera ai Comuni, agli assessorati allo Sport comunali e ai presidenti di province e al sindaco della Città Metropolitana per chiedere di non usare le palestre delle scuole come aule scolastiche ma di individuare soluzioni alternative che non gravino sullo sport delle federazioni e sugli studenti che dovrebbero rinunciare all’educazione fisica.

La preoccupazione

Spiega l’assessore regionale allo Sport Fabrizio Ricca:

“Sottrarre l’uso delle palestre scolastiche alle federazioni sportive e ai ragazzi che normalmente le usano per allenarsi durante le ore di educazione fisica può essere un problema su cui vogliamo spostare l’attenzione. Bisogna sforzarsi di trovare altre soluzioni e bisogna farlo in fretta perché settembre è alle porte”.

Aggiunge il presidente del Coni piemontese Gianfranco Porqueddu:

“Questa per le palestre è una battaglia fondamentale e se la perdiamo abbiamo perso la guerra. Se verranno usate come classi dove andranno ad allenarsi le federazioni sportive? È una situazione molto grave che va risolta”.

Puntualizza la presidente del Cip Piemonte Silvia Bruno:

“Se le ore di educazione fisica e lo sport sono importanti per i ragazzi normodotati, lo sono anche di più per quelli che hanno disabilità.  Speriamo che l’attività sportiva possa riprendere il prima possibile perché abbiamo molti progetti fermi che vogliamo inaugurare”.

La mail

Ecco il testo della mail congiunta che è stata inviata:

“Pregiatissimi,
dal mese di marzo, lo sport in Piemonte si è fermato.
L’intero sistema sportivo piemontese, durante la fase più difficile e tragica della gravissima crisi sanitaria, si è diligentemente uniformato alle ordinanze, rispettando rigorosamente le chiusure e il lockdown.
Ora è tempo di ripartire e le moltissime associazioni sportive dilettantistiche, dirigenti, tecnici ed atleti del territorio hanno necessità di riprendere le attività.
La Regione Piemonte, il CONI Piemonte e il CIP Piemonte hanno attivato misure economiche straordinarie – la Regione ha stanziato circa 4,35 mln di euro con un bando per la pandemia attualmente in fase istruttoria oltre a due bandi previsti per impiantistica e promozione sportiva per un ammontare di altri 3,2 mln di euro, il Coni Regionale ha già stanziato l’importo di € 550.000,00 ed è in fase di attuazione la liquidazione dei relativi contributi favore delle ASD – per consentire il riavvio dello sport territoriale e per dare un aiuto concreto alle ASD che, a seguito delle ricadute negative della crisi sanitaria, rischiano di cessare ogni attività.
Tali interventi, però, potrebbero essere vani, a causa di una criticità che può pregiudicare la prosecuzione dell’attività sportiva su tutto il territorio
Molte ASD, infatti, non avendo impianti propri svolgono l’attività nelle palestre site all’interno delle strutture scolastiche.
Se tali palestre non fossero messe a disposizione del sistema sportivo piemontese, l’attività di moltissime discipline sportive non potrà svolgersi e di questo ne patirebbe la base, composta dai moltissimi che praticano sport, ad ogni livello, capacità, abilità ed età.
In questi giorni, si stanno diffondendo ipotesi preoccupanti. In particolare, pare che le palestre scolastiche potrebbero essere destinate all’attività didattica e non a quella sportiva.
Se effettivamente tale ipotesi dovesse concretizzarsi, lo scenario che ne risulterebbe sarebbe devastante: moltissime discipline ed attività sportive non potrebbero essere praticate, con la conseguente cessazione di molte ASD e chi ne patirebbe sarebbero base e praticanti sportivi.
Ci si è sempre detti che lo sport è essenziale per il territorio, non solo quale momento di svago e/o di attività, ma anche come mezzo di tutela della salute, di prevenzione delle malattie, di crescita sociale dei giovani, di parificazione sociale, di rivincita e di conquista di spazi di autonomia per chi è affetto da disabilità.
Se effettivamente le palestre scolastiche non fossero più destinate allo loro attività istituzionale di educazione fisica e attività sportiva, tutto questo cesserà.
Pur comprendendo le necessità didattiche, non dobbiamo dimenticare che lo sport è fondamentale per la crescita dei giovani.
A nostro avviso, per le attività didattiche potrebbero essere utilizzate le strutture tipiche a ciò destinate e più idonee, quali musei e biblioteche.
Vi chiediamo, pertanto, un Vostro intervento affinchè le palestre di proprietà di Comuni e Provincie rimangano destinate alla funzione per la quale sono state istituite e quindi all’attività motoria e a quella sportiva.”

 

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