Scenari

Elena Piastra e quell’ipotesi terzo mandato che «gela» i successori

La discussione sulla nuova legge elettorale potrebbe mescolare le carte anche a Settimo. Per la sindaca, però, la priorità sembra essere la scalata verso la Regione

Elena Piastra e quell’ipotesi terzo mandato che «gela» i successori

Elena Piastra e quell’ipotesi sul terzo mandato: la discussione sulla legge elettorale potrebbe mescolare le carte anche a Settimo.

Elena Piastra e l’ipotesi terzo mandato

Tanti – persino questa estate, durante la Festa organizzata «a casa sua» (quella del Pd) – le stavano già preparando quello che stesso lei ha definito «il funerale anticipato». Altri, invece, in questi mesi la stanno candidando un po’ ovunque, dalla Regione ad un seggio in Parlamento. Ma ecco il colpo di scena: nel futuro di Settimo, dopo Elena Piastra, potrebbe esserci ancora Elena Piastra. O se preferite invertire la prospettiva, nel futuro di Piastra, dopo Settimo, potrebbe esserci ancora Settimo.

La svolta arriva dal dibattito sulla prossima legge elettorale che ora apre all’ipotesi del terzo mandato anche per i sindaci dei Comuni con oltre 15.000 abitanti. Una proposta che a livello nazionale sta prendendo forma in questi ultimi giorni, specialmente su volontà della Lega, e che potrebbe essere inserita – se dovesse arrivare il definitivo «via libera» – nella riforma del Testo unico degli Enti Locali.

Così, eliminando il vincolo del terzo mandato, anche a Settimo si potrebbe riaprire la partita sul dopo Piastra. Con buona pace di chi, in questi mesi, seppur sotto traccia, ha iniziato a prendere le misure dell’ambita poltrona di Palazzo Civico.

Gli scenari: l’incognita Regione

In questo momento, chiaramente, rimane tutto nell’alveo delle ipotesi. E del condizionale. Anche perché non è detto che, qualora dovesse passare la nuova legge, Piastra decida automaticamente di ricandidarsi a Settimo. Soprattutto adesso che, affacciandosi dal balcone del Municipio, all’orizzonte vede sempre più vicino – e nitido – il Grattacielo della Regione Piemonte.

Tra i meandri di Palazzo comunale, infatti, c’è chi giura che un Piastra-ter sia l’ultima delle sue opzioni. «Dopo dieci anni da sindaca, non lo farebbe mai. Lo sa anche lei che è il momento di cambiare», sussurra qualcuno, convinto che la vera ambizione della prima cittadina sia la Regione.

Ma la corsa verso la Presidenza si preannuncia tutto tranne che in discesa: in primis, c’è da mettere d’accordo il Partito regionale e disinnescare la concorrenza interna, dove figurano diversi «pretendenti al trono». In secondo luogo, c’è da cercare alleati che possano trainarla anche in quei collegi in cui il nome di Piastra non suona così altisonante.

E poi, sul piatto, ci sono le intese con le altre forze politiche. In questo scenario, il laboratorio politico settimese con il Movimento 5 Stelle potrebbe essere un «modello» da esportare fuori in città. Tra le mura della città, invece, andrebbe tassativamente lasciato tutto quello che con il Movimento non funziona e che la sindaca (almeno ufficialmente) sembra preferire non vedere.

Insomma, un vero e proprio cubo di Rubik in cui si dovrebbero incastrare più tasselli nel verso giusto. Senza dimenticare un altro importante avversario: il calendario. Specialmente se Giorgia Meloni dovesse decidere di anticipare le elezioni da settembre 2027 alla prossima primavera. In quel caso, se Meloni vincesse, con un effetto domino, Alberto Cirio (in volo verso Roma) potrebbe lasciare la Regione già in autunno, facendo partire immediatamente la corsa alle prossime elezioni. Per Piastra vorrebbe dire giocarsi la partita per la Regione ad un anno e mezzo dalla fine naturale del mandato settimese: un dentro o fuori senza paracadute.

L’usato sicuro

È qui che il terzo mandato, legge permettendo, diventa il piano di riserva perfetto: «l’usato sicuro». Chiudere il mandato a Settimo nel 2029 e ricandidarsi per un’altra legislatura, in attesa di nuove opportunità. Così, se dovesse perdere il treno della Regione, eviterebbe il rischio di rimanere senza incarichi nel 2029.

Lei – quando le si mette sul piatto l’ipotesi del terzo mandato – sorride: «Ora non sto pensando a nulla», taglia corto. Magari quella di Piastra è solo una strategia politica o un modo per spostare l’attenzione dai problemi (e dalle alleanze) di casa sua. Intanto, però, al di là dei pensieri della sindaca, il mese di settembre si apre con un avviso forte e chiaro ai naviganti e ai papabili candidati a sindaci (da Luca Rivoira a Caterina Greco, passando per Daniele Volpatto e Chiara Gaiola): occhio a fare i conti senza l’oste. Almeno per ora, Elena Piastra non è ancora fuori dai giochi. I funerali politici sono rimandati a data da destinarsi.