Gassino Torinese

Coronavirus, il Comune ha già speso 160 mila euro

L'analisi del sindaco Paolo Cugini

Coronavirus, il Comune ha già speso 160 mila euro
Settimo, 31 Ottobre 2020 ore 09:00

Coronavirus, il Comune ha già speso 160 mila euro.

Coronavirus

Quanto è costata l’emergenza Coronavirus ai piccoli enti locali come Gassino? Secondo le prime stime circa 160mila euro.  E’ questa la cifra che sarebbe già uscita dalle casse comunali, da inizio pandemia. Il calcolo però non è ancora definitivo: mancano ancora due mesi alla fine dell’anno, e solo il rendiconto della prossima primavera darà i numeri complessivi. Ma cosa di cosa si compone, oggi, questa cifra?

I costi del Covid a Gassino

Il sindaco Paolo Cugini, durante l’ultimo Consiglio comunale, ha messo in luce che «Man mano che si avvicina il 31 dicembre vanno verificati gli equilibri del bilancio, soprattutto perché questo è un anno particolare in cui prevediamo maggiori spese causa Covid, e contemporaneamente minori entrate».
Tra le maggiori spese a cui si riferisce il primo cittadino, ci sono voci che fanno riferimento a costi sostenuti durante la prima ondata pandemica, in primavera, ed esborsi che vanno via via stimandosi per questa seconda ondata. In particolare, 5 mila euro del fondo spese per l’emergenza Covid, istituito a inizio pandemia; 900 euro per l’acquisto di feretri per salme non abbienti; 3.500 euro di spese previdenziali; 4 mila euro per l’acquisto di materiale per consentire il lavoro agile. Dalle casse comunali sono usciti anche 7.900 euro per le sanificazioni dei posti di lavoro, provenienti da un fondo nazionale ripartito ai comuni in base al numero di abitanti e ai contagi; 1300 euro per pagare gli straordinari e fornire tutti i dispositivi di sicurezza alla Polizia Municipale; mille euro per l’acquisto di Dpi e generi di sussistenza; e 6 mila euro diretti a enti e associazioni che hanno svolto attività sul territorio durante la pandemia, in particolare Fondazione Comunità Solidale Onlus e Casa della Speranza Onlus.
Le cifre più consistenti, però, sono arrivate dallo Stato, e come sono entrate nelle casse comunali ne sono subito uscite. Si parla di 50.600 euro in buoni spesa, distribuiti dal Cisa alle famiglie meno abbienti, e 41 mila euro di contributi diretti alle scuole paritarie, per ristorarle delle chiusure.
Ma non è finita. A tutti questi capitoli, che ammontano complessivamente a 121.200 euro, vanno aggiunti 38 mila euro spesi per adeguare le scuole al Covid: 28 mila arrivati dal Miur e ulteriori 10 mila del Comune. Il totale complessivo arriva dunque a 159.200 euro. Cifra che probabilmente si gonfierà ancora perché «Non possiamo prevedere cosa accadrà nei prossimi mesi», ha spiegato Cugini.

La previsione sulle entrate

«Abbiamo ridotto le previsioni in entrata – quantifica poi il sindaco durante l’ultima seduta del parlamentino – delle concessioni edilizie per 50mila euro, e cimiteriali per 30mila euro. Sono solo previsioni, ma prudenzialmente abbiamo dovuto ridimensionare la stima di queste entrate. Dovremo anche verificare gli incassi Imu, perché stiamo riscontrando qualche pagamento in meno, anche se, storicamente, c’è sempre una parte che recuperiamo nell’anno nuovo. Insieme abbiamo i minori incassi da dehor e occupazioni di suolo pubblico che, per venire incontro alle esigenze delle imprese, sono state annullate o ridotte. In Giunta abbiamo deliberato che i dehor rimarranno montati fino al 31 dicembre, e per questi minori incassi lo Stato prevede un ristoro. Riceveremo il refound attraverso il fondo funzioni fondamentali: di recente abbiamo ottenuto altri 40 mila euro, per un totale di 270 mila euro complessivi da inizio pandemia».

Il commento di Cugini

Il primo cittadino, con deleghe al Bilancio, non è tuttavia preoccupato degli equilibri del suo Comune. «Sommando tutti questi punti, mi sento di dire che non ci sono immediate preoccupazioni sul bilancio e sulla gestione di quest’anno. Nonostante le maggiori uscite e le minori entrate siamo coperti dal fondo per le funzioni fondamentali, e siamo agevolati dai bilanci virtuosi degli anni scorsi». Nel 2021, invece, potrebbero iniziare i problemi. Ma il primo cittadino rimane cauto sulle previsioni a lungo termine. «A oggi, non prevediamo grandi modifiche sulla programmazione 2021 e 2022, ma se dovessero perdurare le attuali condizioni e non fossimo coperti da un analogo fondo, dovremo fare dei ragionamenti seri su entrate e uscite: il bilancio va fatto quadrare. E’ troppo presto per dire che alcuni dei progetti in programma salteranno o tarderanno, ma in questa situazione non escludo che possano esserci dei ritardi, anche perché lo Stato sta prorogando molte scadenze e bandi».

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