Carlo Chiama (nella foto) verso la presidenza di Seta. È questo lo scenario che, dai rumors raccolti da La Nuova Periferia, si sta delineando per la società che gestisce i rifiuti.
Carlo Chiama verso la presidenza
La nomina ancora non c’è – motivo per cui il condizionale rimane d’obbligo – ma il nome, invece, ci sarebbe da tempo. Salvo colpi di scena, sarà Carlo Chiama il prossimo presidente di Seta, la società che gestisce i rifiuti dei nostri Comuni (tra cui Settimo).
L’ex assessore in Provincia (in quota Pd), ora direttore di Confesercenti, da metà maggio dovrebbe infatti subentrare al posto di Massimo Bergamini. Il nome del prossimo presidente, indicato come da tradizione dal Comune di Borgaro, è stato condiviso nei giorni scorsi dall’ufficio di presidenza di Seta, composto da una rappresentanza dei Comuni che fanno parte della società tra cui Settimo, Castiglione, Chivasso e Rivalba. Manca, però, ancora il passaggio nell’assemblea dei sindaci, convocata per fine aprile. Sarà quello il momento decisivo in cui verrà votato il nome di Chiama che, dai rumors raccolti dal nostro giornale, dovrebbe trovare d’accordo praticamente tutti i Comuni del Consorzio. Ma, in attesa dell’atto finale, in questa fase le bocche rimangono comprensibilmente cucite. Insomma, prevale la linea della prudenza. O forse quella della scaramanzia.
Calendario alla mano, subito dopo l’assemblea dei sindaci, verso metà maggio (la data dovrebbe essere quella di mercoledì 13), approvato il rendiconto, si chiuderà definitivamente il mandato di Bergamini e così si procederà alla nomina del suo successore.
Un nome condiviso
Dalle (poche) informazioni che trapelano in questa fase, pare che il nome di Chiama abbia trovato d’accordo tutti i sindaci di Seta. Un dettaglio non scontato, soprattutto se si considerano i precedenti e gli equilibri politici all’interno dell’assemblea.
Facendo un passo indietro, infatti, il mandato di Bergamini si sarebbe dovuto concludere già lo scorso settembre. E in quel momento era pronto a subentrare alla guida di Seta Enzo Lavolta, esponente del Pd ed ex assessore in Giunta a Torino. Un nome che, però, sarebbe stato digerito a fatica dai sindaci del centrodestra. Ma, coincidenza vuole, proprio quando sembrava tutto fatto, è arrivato lo «zampino» di Stefano Lo Russo che ha proposto a Lavolta la guida di Iren. Uno «sgambetto» inaspettato che, in attesa di trovare una quadra su un nuovo nome, ha spinto la società a prorogare il mandato (e il pensionamento) di Bergamini.
Contestualmente, i Comuni hanno iniziato subito le consultazioni per trovare il nuovo presidente. Una partita in cui Settimo (insieme a Borgaro) ha giocato un ruolo determinante. Non solo a livello di numeri, dato che detiene la percentuale più alta di quote rispetto agli altri Comuni, ma anche per il peso politico della sindaca Elena Piastra che, a sto giro, dopo il precedente di Lavolta, avrebbe lavorato per mesi con la massima prudenza, e soprattutto lontano da occhi indiscreti, per mettere d’accordo gli altri sindaci.
D’altronde, dietro la scelta del futuro successore di Bergamini, come avviene per tutte le partecipate, c’è anche una manovra politica. E non è affatto un mistero (o un dettaglio) la vicinanza dell’ex assessore all’area del Pd.
Insomma, questa volta, la fumata bianca sembra essere vicina. Almeno per quanto riguarda il nome del presidente. Rimarranno, poi, da individuare gli altri due membri (di nomina pubblica) che comporranno il Cda di Seta. E su questo, invece, le trattative sarebbero ancora in corso.