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Buono sport, il Comune ha stanziato 20 mila euro

I fondi saranno suddivisi tra le famiglie che ne faranno richiesta. Ecco come.

Buono sport, il Comune ha stanziato 20 mila euro
Settimo, 17 Ottobre 2020 ore 08:16

Buono sport, il Comune ha stanziato 20 mila euro

Buono sport

La Giunta ha approvato la concessione di un bonus sport per i ragazzi che praticano attività sportive nelle società settimesi. Il Comune ha stanziato 20mila euro che saranno suddivisi fra le famiglie che ne faranno richiesta.

Chi può richiederlo?

Possono richiederlo le famiglie con un figlio nella fascia 6-13 iscritto per l’anno 2020-21 alle società che fanno parte della Consulta sport. Il bonus riguarda le principali discipline praticate in città (calcio, basket, rugby, ma anche arti marziali e molto altro).

Come funziona il contributo?

Ogni famiglia può richiedere il contributo che viene erogato su base Isee. Le famiglie con Isee inferiore a 6.100 euro potranno ricevere 75 euro, quelle con Isee compreso fra 6.100 e 11.000 euro potranno ricevere 50 euro.

Le famiglie con più figli possono presentare più richieste (il secondo figlio potrà avere il 60% del contributo, il terzo il 40%).

Il contributo verrà erogato direttamente alle società prescelte dalle famiglie, tranne nel caso in cui la quota di iscrizione sia già stata versata. In questa circostanza, il contributo sarà concesso alle famiglie, a fronte della rendicontazione dell’iscrizione fornita dalla società.

I contributi saranno erogati fino all’esaurimento dei fondi e la priorità verrà data a partire dagli Isee più bassi.

Come si richiede il bonus sport?

La richiesta di contributo va presentata compilando il modulo che nei prossimi giorni sarà pubblicato sul sito del Comune.

«Lo sport è uno straordinario veicolo di coesione sociale – commenta l’assessore Daniele Volpatto –. Tutti i ragazzi, a prescindere dalle loro condizioni economiche, dovrebbero avere la possibilità di fare sport, sentirsi parte di un gruppo e stringere amicizie. Inoltre, spesso le famiglie economicamente più fragili sono quelle che hanno più bisogno di inclusione. Promuovere lo sport per noi è sempre stata una priorità: in questi mesi abbiamo visto quanto la mancanza di punti di riferimento come la scuola o l’attività sportiva abbia inciso negativamente sui nostri ragazzi. Abbiamo toccato con mano quanto lo sport sia indispensabile per far crescere serenamente le nuove generazioni. Per questo il bonus non va considerato tanto una spesa, quanto piuttosto un investimento a beneficio sia dei ragazzi sia dell’intera comunità».

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