Ricerche in corso

Il «grande mistero» sull’origine della storica cinepresa Scythes realizzata a Gassino nel 1918

Ci stanno lavorando da settimane PierCarlo Porporato e Marco Galloni.

Il «grande mistero» sull’origine della storica cinepresa Scythes realizzata a Gassino nel 1918
Cultura 23 Gennaio 2021 ore 09:30

Il «grande mistero» sull’origine della storica cinepresa Scythes realizzata a Gassino nel 1918

Cinepresa Scythes

«E’ come cercare di districarsi in una caccia al tesoro, ma le ricerche che stiamo facendo ci stanno appassionando sempre di più».
Poche, davvero poche, sono le notizie legate alle origini e alla storia della cinepresa «Scythes», realizzata a Gassino nel 1918.

La storia

Molti gassinesi probabilmente non hanno mai sentito citare prima questo nome.
Eppure, scavando nel passato gassinese di inizio Novecento, Marco Galloni (uno dei Direttori e fondatore dell’Archivio Scientifico e Tecnologico della Università di Torino e grande esperto di cinema, nonché consulente del Museo del Cinema) e Piercarlo Porporato (collaboratore dell’Astut ed esperto nel settore foto-cinematografico) si sono imbattuti in questa storia, che ora, non senza difficoltà, stanno cercando poco per volta di ricostruire.
Non un percorso semplice, anche perché di questa cinepresa che era all’avanguardia all’inizio del Novecento, ne è stata ritrovata soltanto una copia al Museo del Cinema di Torino.
Dove sarà l’originale?
A questa domanda stanno cercando di dare una risposta Porporato e Galloni, lanciando un appello a tutti coloro che potrebbero avere qualche notizia sulla storia della Scythes. «Un esemplare di questa macchina potrebbe essere ovunque, nella collezione di qualche privato forse – sottolinea Porporato -. Ci piacerebbe poter rintracciare un eventuale possessore. Non è facile ma vogliamo provarci, anche perché potrebbe essere in Italia ma anche dall’altra parte del moondo».

La scoperta

Tutto è nato da un viaggio a Parigi fatto da Marco Galloni per visitare una mostra scientifica. «Durante questo viaggio – racconta Porporato – Marco acquista il libro “Histoire de la Camera cine amateur” e scopre a pagina 82 la fotografia della cinepresa Scythes e una citazione riferita a Gassino e alla sua costruzione nel 1918».
Negli anni successivi parte una vera e propria ricerca storica, che porta però poche notizie certe. Una prima svolta arriva tra il 2006 e il 2007. «Quando Marco Galloni – prosegue Piercarlo Porporato – riceve l’incarico di classificare tutti i materiali tecnologici di fabbricazione italiana dell’epoca del muto, conservati nel Museo dei Cinema di Torino. Durante questa attività ritrova un esemplare della Scythes, unico esistente e conosciuto fino a questo momento».

Il ritrovamento dei brevetti

La ricerca di informazioni sulla Scythes è proseguita. «Ho contattato l’ufficio brevetti di Torino – racconta ancora Porporato – e grazie a loro sono riuscito a venire a capo di quattro brevetti registrati tutti a nome di Ugo Cassigoli e Attilio Labriola, depositati in diversi stati europei: in Francia, il 27 agosto del 1920, deliberato il 13 maggio 1921 e pubblicato il 3 settembre dello stesso anno; in Germania, datato 2 settembre 1920; in Svizzera, con data 18 agosto 1920; in Gran Bretagna, con data 20 agosto 1920, accettato il 21 febbraio 1922. In questi brevetti viene fatto riferimento a “un apparecchio cinematografico perfezionato che serve per la presa, la proiezione e la stampa delle pellicole cinematografiche di passo internazionale e per fare ingrandimenti fotografici delle immagini negative delle pellicole stesse”. Il nome Scythes non viene mai citato, ma confrontando l’analisi del macchinario con quello classificato da Galloni al Museo del Cinema di Torino, tutto corrisponde. E’ chiaro che si tratta di macchine Scythes».
E allora nasce un’altra domanda: Che rapporto avevano Ugo Cassigoli ed Attilio Labriola con Gassino? «Non è facile trovare, al momento, una risposta – osserva Porporato -. Le nostre prossime ricerche saranno anche in questa direzione. Bisogna considerare che in epoca fascista Gassino era il grande Comune della collina e comprendeva anche altri Comuni. La nostra indagine dovrà essere allargata. Al momento le uniche informazioni che siamo riusciti a reperire ci riportano a un indirizzo a Torino, piazza San Giovanni 8».

Le riviste cinematografiche dell’epoca

Negli ultimi anni le ricerche di Porporato e Galloni sono riuscite a portare altre informazioni a conferma del legame esistente tra la Scythes e Gassino Torinese. «Una prima rivista che abbiamo preso in considerazione – spiega Porporato – è “La vita cinematografica” del 22 marzo 19221. Qui si trova una pubblicità che fa riferimento agli apparecchi Scythes di Gassino, officina meccanica di precisione, strumenti geodetici e di fisica, ottica, fotografia e cinematografia. L’indirizzo telegrafico indicato è Scythes. Per quanto riguarda il telefono, invece, si fa riferimento a Gassino. Ora, abbiamo consultato gli archivi comunali, senza però riuscire a trovare alcuna notizia di questa azienda».
E ancora: «Altre indicazioni siamo riusciti a reperirle tramite “La Rivista mensile del Turing club Italiano – Le vie d’Italia”, sempre del 1921. Sulla rivista, che è l’organo ufficiale dell’Ente nazionale per le industrie turistiche, nelle edizioni di maggio, giugno, agosto, settembre e ottobre 1921, compare un inserto pubblicitario della cinepresa, con tanto di immagine che la ritrae su un cavalletto e una descrizione di dettaglio estremamente interessante con indicazioni anche della ditta concessionaria a cui rivolgersi, la Bietenholz & Bosio, con indirizzo corso Oporto 19 a Torino. Si fa anche riferimento al costo della cinepresa, 2.400 lire dell’epoca, che equiparate a oggi possono portare ad un valore attuale di 2mila – 3mila euro. Si capisce anche da questo che si trattava, dunque, di un’attrezzatura indirizzata più al settore della borghesia che a quello degli amatori semplici».

Il centenario dei «brevetti»

Come sottolineato da Porporato e Galloni le indagini storiche effettuate finora hanno portato allo scoprimento di quattro brevetti risalenti al periodo tra il 1920 e il 1922. Ci troviamo dunque a 100 anni di distanza. E anche questa ricorrenza può rappresentare uno stimolo ulteriore per proseguire con le ricerche.

Le prospettive

L’indagine è entrata nel vivo. Risolvere il mistero della Scythes di Gassino potrebbe portare un grande risvolto anche per la cultura e la storia gassinese, con l’organizzazione di eventi e momenti culturali legati a questa cinepresa. «Speriamo – conclude Porporato – di riuscire a recuperare altri elementi che possano portarci ad avere altre informazioni. Non sarà facile anche perché non necessariamente potremo trovare tutto sul territorio, ma il fascino di questa “caccia al tesoro” sta diventando davvero grande».

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