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Younes è arrivato a Torino: una rete di solidarietà ha reso possibile il rientro in Italia

Il bambino di sei anni mezza, vittima di un incidente mentre si trovava in vacanza, è arrivato all'ospedale Regina Margherita. Per lui si era mobilitata anche Settimo, da cui provengono alcuni familiari del piccolo

Younes è arrivato a Torino: una rete di solidarietà ha reso possibile il rientro in Italia

Younes è arrivato a Torino, ieri sera, venerdì 4 settembre 2026. Dopo il grave incidente avvenuto mentre si trovava in vacanza con la famiglia, il bambino di sei anni e mezzo è tornato in Italia. In queste settimane si era mobilitata per lui anche la città di Settimo.

Younes è arrivato a Torino

Il bambino di sei anni e mezzo rimasto vittima di un grave incidente il 3 agosto 2026 mentre si trovava in vacanza a Sharm El Sheikh con la famiglia, è arrivato ieri sera a Torino ed è stato accolto all’Ospedale Infantile Regina Margherita. Le sue condizioni al momento sono stabilizzate ed è ricoverato nel reparto di terapia intensiva.

Il rientro in Italia è stato reso possibile grazie a un complesso lavoro di coordinamento tra l’ospedale torinese, i sanitari che assistevano il bambino in Egitto, Reale Foundation, Flying Angels, l’ASL TO4, l’Ambasciata d’Italia, il Consolato Italiano in Egitto e tutte le Autorità e professionalità coinvolte nel coordinamento sanitario e logistico del trasferimento medicalizzato.

Il rientro

Il trasferimento è avvenuto con un volo sanitario dedicato, organizzato dopo che gli ultimi accertamenti clinici avevano confermato la possibilità di affrontare il viaggio. In considerazione delle condizioni cliniche di Younes e della necessità di garantire la massima sicurezza durante il trasporto, a bordo dell’aereo sanitario erano presenti, insieme al medico responsabile del trasporto, due medici dell’ équipe della Dottoressa Simona Quaglia del Regina Margherita.

Con l’arrivo a Torino si conclude la delicata fase del trasferimento e inizia il percorso di cura presso l’ospedale pediatrico torinese. Ad attendere Younes al Regina Margherita l’équipe multidisciplinare che ne aveva già seguito a distanza l’evoluzione clinica e che
aveva predisposto quanto necessario per consentire una presa in carico immediata al momento dell’arrivo. Le condizioni del piccolo al momento sono stabili ed è ricoverato al reparto di terapia intensiva.

«L’arrivo di Younes dimostra concretamente cosa significa essere un ospedale pediatrico di riferimento», sottolinea Adriano Leli, direttore generale dell’Ospedale Infantile Regina Margherita.

Una rete di solidarietà

«La collaborazione tra la sanità pubblica e le organizzazioni del terzo settore ha consentito di aiutare il piccolo Younes e la sua famiglia a rientrare in Italia dopo il grave incidente avvenuto a Sharm El Sheikh. Ora Younes potrà proseguire il suo percorso di cura in ospedale e l’augurio è che possa riprendersi presto e bene», dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore alla Sanità Federico Riboldi e l’assessore regionale Gian Luca Vignale, che ha partecipato alla conferenza stampa.

Il Direttore Generale ASL TO4, Luigi Vercellino, ha così commentato: «Younes è un nostro piccolo assistito e, pur non essendoci una competenza diretta dell’Asl nel suo rientro in Italia, ci siamo immediatamente attivati contattando i familiari per garantire il massimo supporto. A questo fine, abbiamo subito fatto rete con Regione Piemonte, Azienda Zero, Prefettura, Consolato e Farnesina. Questa vicenda dimostra quanto sia fondamentale la sinergia tra sistema pubblico, filantropia d’impresa e terzo settore».

«Azienda Zero, attraverso la Centrale Operativa 118 di Torino, ha collaborato alle fasi finali del rimpatrio, garantendo per quanto di propria competenza la continuità assistenziale dall’arrivo a Caselle al trasferimento in ospedale», dichiara Massimo D’Angelo, Direttore Generale di Azienda Zero Piemonte.

La mobilitazione di Settimo

Anche Settimo, città in cui ha vissuto per anni papà Kamal e in cui abita ancora parte della sua famiglia, nei giorni scorsi si era mobilitata per aiutare il piccolo a rientrare in Italia.

In tanti, in città, hanno infatti sostenuto e partecipato alla raccolta fondi che era stata aperta per per aiutare i genitori a riportare il piccolo in Italia.