Menu
Cerca
Lotta al Virus

Vaccinazioni delle persone fragili non comprese nelle categorie ministeriali: le autorizzazioni arriveranno da un gruppo medico legale

L'assessore Icardi: "«In questo modo superiamo un limite burocratico che paradossalmente rischiava di penalizzare molte persone in condizioni critiche".

Vaccinazioni delle persone fragili non comprese nelle categorie ministeriali: le autorizzazioni arriveranno da un gruppo medico legale
Cronaca 16 Aprile 2021 ore 18:21

Vaccinazioni delle persone fragili non comprese nelle categorie ministeriali: le autorizzazioni arriveranno da un gruppo medico legale.

Gruppo medico legale

Un gruppo di lavoro per la valutazione medico-legale dei casi di fragilità non espressamente compresi nell’elenco delle categorie con priorità vaccinale, è stato costituito nell’ambito del Comitato tecnico scientifico dell’Unità di crisi della Regione Piemonte.

L’obiettivo

Spiega l’assessore  regionale alla Sanità Luigi Icardi

«L’obiettivo  è di autorizzare la vaccinazione di quelle persone che pur manifestando condizioni di salute di estrema gravità, non risultano formalmente appartenere a nessuna delle categorie con priorità previste dal Ministero. Si tratta purtroppo di casi di una certa frequenza, su cui i medici di medicina generale vengono a trovarsi in difficoltà, in quanto non supportati da oggettivi riscontri giuridici che li sollevino da responsabilità nel caso di eventuali vaccinazioni che potrebbero essere considerate “arbitrarie”, vale a dire al di fuori delle categorie indicate dai decreti nazionali».

Cosa succederà

Da ora in poi, quindi, i casi considerati “dubbi” verranno segnalati dai medici di medicina generale al commissario straordinario dell’Area giuridico legale dell’Unità di crisi, Antonio Rinaudo, il quale li sottoporrà, a seconda delle patologie evidenziate, al Gruppo del Comitato tecnico scientifico competente, che, a stretto giro, si esprimerà sulla legittimità della vaccinazione, autorizzandone o meno l’esecuzione.

Puntualizza Antonio Rinaudo:

«Il caso della donna di Cuneo che vive con due terzi di un solo polmone, ma che non rientra nella categoria delle persone estremamente fragili  è emblematico della necessità di dover operare velocemente per risolvere situazioni palesemente critiche. Attraverso il Comitato tecnico scientifico siamo intervenuti immediatamente per dare la giusta interpretazione e la giusta collocazione alla patologia di cui è portatrice la signora, garantendole un’immediata vaccinazione che non avrebbe potuto avere luogo se si fosse seguito rigidamente il protocollo sanitario indicato nella Tabella 1 della categoria 2 delle Raccomandazioni ad interim del Ministero della Salute».

Chiude Icardi:

«In questo modo superiamo un limite burocratico che paradossalmente rischiava di penalizzare molte persone in condizioni critiche che non vedevano riconosciuta la loro priorità nella vaccinazione, soltanto perché non si riusciva a dimostrarne sulla carta l’effettiva fragilità».