Violenza di genere

Uomini che odiano le donne: due settimesi condannati per maltrattamenti

«Pena definitiva» per due uomini di 58 e 40 anni, diventati un vero incubo per chi era loro accanto

Uomini che odiano le donne: due settimesi condannati per maltrattamenti

Uomini che odiano le donne: due settimesi condannati per maltrattamenti

Botte, minacce e pedinamenti

Botte, minacce, pedinamenti. Anche sotto gli occhi dei figli. Non si placano gli episodi di maltrattamenti ai danni di mogli e compagne da parte di mariti o di uomini conviventi nella Città di Settimo. Nel corso di quest’ultima settimana, i Carabinieri della Tenenza hanno arrestato due uomini, su ordine della Procura di Ivrea, perché devono scontare pene definitive per «maltrattamenti in famiglia».

Il primo episodio

Nel primo caso si tratta di un uomo di 58 anni, di Settimo, che deve scontare ben sei anni di carcere. Per anni ha preso di mira la moglie, dalla quale ha avuto due figli, maltrattandola a più riprese e sempre per futili motivi: dalla cena preparata in ritardo alla casa non pulita, nonostante la donna lavorasse e avesse tempi piuttosto contingentati per fare tutto e non far mancare nulla tra le mura domestiche. Anche perché, oltre al lavoro, la donna si recava a scuola a prendere i figli al pomeriggio per poi portarli al campo di calcio e in palestra per le attività sportive e in parrocchia per il catechismo. Inoltre, per gelosia, spesso e volentieri veniva pedinata, perché il 58enne temeva avesse una relazione extra coniugale con un collega di lavoro. In alcuni casi, non contento, le prendeva il cellulare per controllare il tenore dei messaggi inviati agli amici e ai colleghi. Non importava se fossero donne o uomini. Una situazione che aveva portato la donna a contattare i militari dell’Arma dopo l’ennesima violenza subita, con l’uomo che venne arrestato. Ora la condanna definitiva, che sconterà nel carcere di Ivrea.

Il secondo caso

È invece di un solo anno di reclusione la condanna per un uomo di 40 anni, anche lui residente a Settimo, e che sconterà ai domiciliari. Anche nel suo caso, l’ex compagna aveva ripetutamente denunciato i suoi comportamenti vessatori, fatti di pedinamenti, controlli della mail e del cellulare e di botte sempre per gelosia e futili motivi. Una situazione che aveva portato la donna a chiedere l’intervento delle Forze dell’Ordine dopo l’ennesima sfuriata dell’ex compagno, capace di seguirla a casa e di strattonarla dopo averla pedinata da lavoro fino all’abitazione della madre. Ora per quelle due donne un nuovo inizio, visto che non dovranno più vivere con la paura di poter incontrare per strada, sotto casa, nelle vicinanze del luogo di lavoro quell’uomo che per anni aveva portato scompiglio e terrore. Causando, allo stesso tempo, paura anche tra i familiari, che per lungo tempo hanno temuto il peggio per la loro figlia o parente.

Il precedente

Qualche tempo fa, era stato arrestato un 50enne per «maltrattamenti in famiglia» e violenza sessuale ai danni di alcuni familiari. Ovvero quando le stesse vittime avevano avuto la forza di denunciare tutto ai carabinieri, permettendone l’arresto e ponendo fine a quella sfilza di drammatiche situazioni fatte di minacce fisiche e verbali, maltrattamenti, urla, schiaffi e soprattutto violenze di natura sessuale.