L'episodio online

Truffa ad una sartoria: versa l’acconto, poi la venditrice sparisce

Vittima Laura Augelli: «Mi sono fidata. Se ci penso, ancora oggi ci sto male»

Truffa ad una sartoria: versa l’acconto, poi la venditrice sparisce

Truffa ad una sartoria del territorio: la titolare, Laura Augelli, ha versato un acconto online per acquistare una macchina ricamatrice ma poi la venditrice è sparita.

Truffa ad una sartoria

Ha versato un acconto ad una signora contattata sui social che le avrebbe dovuto spedire una macchina ricamatrice. Poi, il silenzio. Vittima di una truffa online è Laura Augelli, titolare di una sartoria del territorio.

«Volevo dare un servizio in più nel mio laboratorio, dove arriva veramente di tutto. Mi è apparsa su Facebook questa signora, sotto forma di negozio, che proponeva queste macchine ricamatrici ad un costo non eccessivo. Allora mi sono messa in contatto e ci siamo parlate per mesi con foto e video della macchina mentre mettevo qualche soldino da parte per arrivare alla cifra che mi ha chiesto», ricostruisce la donna che, alla fine, era riuscita a raggiungere l’importo necessario per procedere all’acquisto. «Lei diceva di essere di Varese ma, quando le ho detto che sarei andata a prenderla di persona, mi aveva detto che si era trasferita in Calabria. Così, le ho chiesto la spedizione. Mi sono fidata, mi aveva addirittura proposto di mandare qualcuno a casa da lei e poi mi aveva mandato la foto di come aveva imballato la ricamatrice».

A quel punto, ad inizio marzo, Laura Augelli ha proceduto con il pagamento attraverso una ricarica Postepay. «Da quel momento – racconta -, non mi ha scritto più e al telefono non mi ha mai più risposto. Ci credevo tanto in questo investimento e soprattutto al fatto di essere riuscita ad ottenere una macchina che potesse accontentare la mia clientela e mettere in evidenza anche la mia creatività. Se ci penso, ancora oggi ci sto male perché fai tanti sacrifici per ottenere un qualcosa in più e ci sono queste persone a cui interessa solo come fregare la gente».

Il commento del consigliere Augelli

È intervenuto sul tema, denunciando l’accaduto sui social, anche il fratello della donna, il consigliere comunale Antonio Augelli. «Il danno è economico, certo, ma è soprattutto morale. Ed è ancora più amaro scoprire che la legge, per un paradosso burocratico, spesso tutela il truffatore obbligando la vittima a fare la causa nel luogo di residenza di chi l’ha raggirata, azione che scoraggia da una denuncia», scrive Augelli che riporta la vicenda anche per esprimere vicinanza e solidarietà a chi, come la sorella, è stata vittima di una truffa.

«Racconto questo perché credo fermamente che parlare delle proprie “sconfitte” o dei momenti di fragilità non sia un deficit, ma un atto di generosità. Raccontare questa storia serve a sensibilizzare – afferma il consigliere -, a creare uno scudo per gli altri, a evitare che qualche altro onesto lavoratore cada nella stessa trappola».