Cronaca
Il problema

Torna l'allarme per cinghiali e lupi

I sindaci del nostro territorio stanno cercando di affrontare la questione per trovare soluzioni.

Torna l'allarme per cinghiali e lupi
Cronaca 09 Ottobre 2021 ore 08:34

Torna l'allarme per cinghiali e lupi.

Allarme cinghiali

Da Roma a Genova, da Torino a San Mauro, da Gassino fino a San Raffaele è vero e proprio allarme cinghiali e lupi sul territorio nazionale.

L'allarme

Branchi sempre più numerosi ed esemplari sempre più grossi che scorrazzano liberi per le nostre città, filmati o immortalati da cittadini increduli. Come accaduto nella capitale il 21 settembre, quando è stata avvistata una famiglia di 12 ungulati, due adulti e dieci piccoli, intenti a zigzagare tra le auto alle 17, mentre i bimbi uscivano da scuola e scoccava l’ora dell’aperitivo. O come ripreso alla Gran Madre, a Superga e in corso Moncalieri a Torino sempre nelle ultime settimane.

La "minaccia" sul territorio

Senza andare tanto lontano, comunque, anche sui nostri territori le segnalazioni e gli avvistamenti si inseguono da giorni. A San Mauro sul ponte Vittorio Emanuele III, nel pieno centro e al mulino Sambuy. A Gassino nella zona del cimitero e sulle colline. Infine all’ingresso di San Raffaele, dove è molto sentito anche il problema dei lupi, inseriti sul territorio proprio per predare i cinghiali ma senza i risultati sperati.
La presenza del lupo, infatti, sta minacciando soprattutto le greggi dei pastori della collina. Un problema che il progetto Life Wolfalps Eu, che vede tra i suoi partner anche la Città Metropolitana e i comuni della cintura collinare fino a Chivasso, sta cercando in parte di mitigare.
Per Ispra e Coldiretti la situazione riguarda tutta l’Europa e mette a rischio l'equilibrio ambientale degli ecosistemi locali oltre che le coltivazioni.
Le modalità di ricerca di cibo di questi animali, 2 milioni di capi a fine 2020 (dati Agi provenienti da Coldiretti), provoca infatti notevoli danni alla biodiversità e ai campi coltivati. Cui si aggiungono gli incidenti stradali, circa 10 mila ogni anno.
In Piemonte i cinghiali sarebbero 20 mila (dati riferiti al luglio 2021) e proprio per questo gli agricoltori, Coldiretti e gli amministratori locali - tra cui i sindaci di Gassino Paolo Cugini, di Castiglione Loris Lovera e di San Raffaele Ettore Mantelli  - hanno dato vita l’8 luglio scorso ad un flash mob in Piazza Castello, a Torino. Sede in cui i lavoratori del settore agricolo e le istituzioni hanno chiesto l’intervento dei vertici regionali.
Sul tema è attivo però anche il fronte ambientalista, che sta promuovendo un referendum per l’abolizione della caccia e che chiede alle istituzioni di trovare soluzioni alternative a quella dell’abbattimento controllato.
Una cosa è certa: al di là delle modalità serve una soluzione, come riferito dal presidente di Coldiretti Piemonte Roberto Moncalvo. «I numeri stanno crescendo in modo incredibile. Si parla di un +63 per cento di segnalazioni degli agricoltori che lamentano danni. Serve affrontare una volta per tutte il problema, che non é solo di agricoltori e automobilisti ma anche delle comunità cittadine».