La loro pazienza ha raggiunto il limite. I residenti tra via Dovis e piazza Antonio Chiesa e piazza Sampieri a Gassino non ne possono davvero più.
Sputi, schiamazzi fino a tarda notte e sgommate con i motorini sotto i portici
Ogni sera le stesse scene. Ragazzi maleducati che si ritrovano sotto i portici e vanno avanti a fare casino fino a tarda notte. Sgommando anche con il motorino. E come se ciò non bastasse, lasciando i resti di pizze, bibite, bicchieri di plastica utilizzati per mangiare e bere, a terra, come fosse una «discarica».
«L’altra sera – commenta uno dei residenti – ci siamo trovati addirittura degli sputi sui gradini di casa. Intollerabile. Il fatto è che se scendi per dirgli qualcosa rischi ancora di sentirti dire parole dietro. Siamo stanchi. La scorsa notte sono andati avanti fino alle 2 e mezza. Incuranti di tutto. Il fatto è che poi al mattino uno deve alzarsi poi presto per andare a lavorare».
Purtroppo non è la prima volta che accade. Sempre in via Dovis in più occasioni anche dalle colonne del nostro giornale i residenti hanno denunciato situazioni simili. «Abbiamo contattato anche l’Amministrazione per segnalare l’accaduto – aggiungono ancora altri residenti-. Speriamo vengano presi dei provvedimenti seri».
Il commento del sindaco
Su quanto accaduto è stato informato direttamente da alcuni residenti il sindaco Cristian Corrado: «Alla base di tutto c’è una questione di educazione, che deve partire prima di tutto dalle famiglie. In più occasioni sono stati convocati genitori e ragazzi, anche perché nella zona ci sono comunque le telecamere. Ma a distanza di tempo poi, le stesse situazioni tornano a verificarsi periodicamente».
«Nel weekend – conclude uno dei residenti – nella chiesa dello Spirito santo c’è stato un matrimonio. Nonostante la cerimonia ed il fatto che ci fossero persone fuori sul sagrato della parrocchia ad attendere l’uscita degli sposi, incuranti questi ragazzi hanno continuato a sgommare sotto i portici facendo casino, senza avere nessun rispetto per le persone. Adesso è ora di finirla. Anche noi abbiamo il diritto di stare tranquilli a casa nostra».