La manifestazione

Non toccate le nostre maestre, la protesta di insegnanti, bimbi e genitori

Bimbi, genitori e maestre in piazza per rivendicare la continuità didattica in vista della prossima ripresa delle lezioni a scuola.

Non toccate le nostre maestre, la protesta di insegnanti, bimbi e genitori
Settimo, 08 Settembre 2020 ore 13:36

Non toccate le nostre maestre. Protesta per ottenere garanzie sulla continuità didattica. Bimbi della Roncalli di Settimo e genitori scendono in piazza con cartelli e striscioni.

Non toccate le nostre maestre

“La maestra non si tocca”, “Vogliamo le nostre maestre”. Sono soltanto alcuni degli slogan sui cartelloni e gli striscioni colorati che decine di bimbi della Scuola Roncalli di Settimo, Secondo istituto comprensivo, hanno portato in piazza nella mattinata di oggi, martedì 8 settembre 2020.

Sì sono dati appuntamento, insieme ai loro genitori, alle insegnanti della scuola elementare e ai rappresentanti di istituto di fronte al Parco Pertini. Nel cuore del Villaggio Fiat, proprio dove sorge lo storico plesso cittadino.

 

A rischio la continuità didattica

 

Il tema è quello della garanzia della continuità didattica per quegli alunni che, con il suono della prima campanella, potrebbero vedere cambiare repentinamente le loro maestre. A maggior ragione in previsione della ripartenza delle lezioni dopo la sospensione imposta dal lockdown.

Tutto dipende da un “cavillo”. Le insegnanti in questione, che sono cinque e sono diplomate magistrali, erano diventate “di ruolo” dopo aver partecipato a un concorso per la regolarizzazione della loro posizione lavorativa. Ora, però, e qui sta la beffa, il loro posto di insegnamento (che risulta occupato proprio da loro stesse) deve essere liberato.

Cinque, come detto, le insegnanti che potrebbero dover abbandonare la loro cattedra alla Roncalli sono cinque. Circostanza che i genitori dei bimbi della scuola non vogliono neanche tenere in considerazione.

 

La lettera dei genitori

È proprio firmata dai genitori del secondo istituto comprensivo la lettera che è stata inviata, nei giorni scorsi, ai vertici dell’istruzione regionale del Piemonte e alla Prefettura, oltre che all’Amministrazione comunale che è stata interessata più volte della vicenda.

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Siamo i genitori dell’I.C. Settimo II di Settimo Torinese, e con la presente vorremmo palesare il nostro dissenso per quanto sta accadendo alle maestre dei nostri figli. Le docenti coinvolte, insegnano nella nostra scuola ricoprendo un incarico in ruolo cautelare.

Per stabilizzare la loro posizione lavorativa, nella primavera del 2019 hanno partecipato al Concorso Straordinario DDG 1546/2018 ottenendo un buon risultato.

Il 2/09/2020 con Circolare 9592 emessa dall’ Usr Piemonte sono state convocate per l’immissione in ruolo grazie allo scorrimento della graduatoria del suddetto concorso. Le docenti in questione, si trovano ad oggi costrette a dover scegliere una sede differente dall’attuale perché i loro posti sono occupati da loro stesse! A noi pare un’assurdità e facciamo molta fatica a comprendere questo meccanismo.

Siamo a conoscenza del fatto che docenti immessi in ruolo lo scorso anno scolastico e che avevano già un posto in ruolo con cautelare hanno potuto beneficiare dell’ utilizzo o assegnazione provvisoria (CCNI 2019/2022 art.1 comma 2 limitatamente valida per l’a.s. 2019/2020) per rimanere nelle loro classi e garantire, soprattutto, la continuità didattica.

La situazione che lo scorso anno ha portato i sindacati a chiedere quel provvedimento era (secondo i sindacati) particolare: le graduatorie di merito regionali furono pubblicate a fine agosto e le docenti avevano ricevuto la proposta di assunzione a tempo indeterminato tardivamente e fu data quindi la possibilità di chiedere l’utilizzazione per conferma sul posto del precedente ruolo per consentire loro un tempo ragionevole per la riorganizzazione personale e familiare.

Ad oggi pare che l’attuale contesto sia diverso e che non si possano prendere in esame questi fattori.

A nostro modesto avviso, la situazione quest’anno è ben peggiore:

-siamo al 6/09/2020 e le docenti non hanno ancora ricevuto assegnazione della provincia tantomeno della sede;

– il 14/09/2020 inizierà la scuola ;

– stiamo vivendo una situazione di emergenza sanitaria COVID /19;

Vi sembra poco?

Si prevede di iniziare l’anno dedicando le prime settimane a un recupero a tappe forzate di quanto non è stato possibile fare nei mesi di lockdown, con particolare attenzione a chi è rimasto indietro. Per farlo, servirebbe però avere i nostri docenti in aula dal primo giorno, cosa che ci sembra improbabile avvenga viste le tempistiche.

La preoccupazione principale della Ministra non è stata quella dell’emergenza educativa degli alunni, ma quella dei trasferimenti del personale, dell’acquisto di moderni banchi con le rotelle…

Sarebbe bastato che la Ministra facesse valere il principio della continuità didattica, confermando automaticamente in cattedra tutti coloro che si trovavano ad avere già un ruolo con cautelare.

Perché non si fa in modo che tali insegnanti completino e consolidino nella stessa scuola il percorso avviato ormai da diversi anni in questo momento tormentato ed eccezionale?

Il diritto degli studenti alla continuità didattica, a non avere lacune gravi negli apprendimenti, a non rimanere irrimediabilmente indietro ci sembra prioritario.

Il criterio della continuità didattica è da intendersi previsto nell’interesse non dei docenti ma dei discenti, con la conseguenza che è preferibile, specie nelle classi elementari ove è particolarmente importante l’interdisciplinarietà e il rapporto personale degli scolari con l’insegnante, che il ciclo di studi elementari prosegua col docente che aveva svolto l’insegnamento negli anni precedenti.

Si tratta di un disservizio gravissimo, che danneggia in modo particolare le figure più deboli, quelle che maggiormente avrebbero bisogno di relazioni stabili e sicure, soprattutto in questo momento storico: i bambini. Sappiamo quanto sia stata faticosa la DAD, sia per loro che per noi genitori e prevediamo momenti ancor più difficili soprattutto se i bambini non dovessero trovare in classe le loro maestre, le uniche a conoscerli, a comprendere le loro fragilità e a intervenire didatticamente nel rispetto del programma scolastico e dei ritmi di apprendimento di ciascuno di loro.

Continuità educativa e didattica, una parola dimenticata spesso, anzi diciamo proprio ignorata dalla macchina burocratica dell’Amministrazione Scolastica!

Con questa lettera chiediamo quindi che sia garantita la continuità didattica per le maestre diplomate magistrali ( in ruolo già dall’anno 2015/2016- 2016/2017 con cautelare) del concorso straordinario permettendo la nomina giuridica sul posto di assegnazione e la nomina di fatto sul posto precedentemente occupato nell’anno scolastico 2019/2020.

 

Nel pomeriggio di oggi, ancora, si svolgerà un presidio ai piedi dell’ufficio scolastico di via Coazze a Torino per sottolineare con forza, ancora una volta, la necessità di risolvere la questione per garantire agli alunni la continuità didattica in vista dell’ormai imminente ripresa delle scuole.

 

 

 

 

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