Il caso

"Mi hanno aggredito", ma era tutto falso: denunciato un giovane

Il protagonista della vicenda aveva raccontato ai carabinieri di essere stato aggredito a scopo di rapina.

"Mi hanno aggredito", ma era tutto falso: denunciato un giovane
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Denunciato un giovane: "Mi hanno aggredito", ma tutto quello che aveva raccontato ai militari era inventato. E' stato denunciato dai carabinieri.

"Mi hanno aggredito", ma era tutto falso

Nessuna aggressione, nessun tentativo di rapina e, ancora, nessun ferimento con un’arma da taglio. Quanto è stato denunciato dal sanmaurese Marco B., classe 1977, era tutto inventato.  Lo ha ammesso lui stesso quando le domande dell’Arma dei carabinieri, allertati nella tarda serata del 24 gennaio per il caso da lui denunciato, si sono fatte più pressanti.  Perché, sin da subito, tra le dichiarazioni di Marco B. e del suo amico V. L., anche lui del ‘77, sono emerse alcune incongruenze.

Il racconto ai carabinieri

Il ragazzo residente in via Speranza aveva raccontato di essere stato aggredito da tre uomini, travisati e di cui non sarebbe mai stato in grado di fornire una descrizione precisa. Gli avevano chiesto, secondo il suo primo racconto, di consegnare del denaro. Al suo rifiuto, quindi, uno dei tre lo avrebbe ferito alla mano con un oggetto affilato. Un coltello? Un altro tipo di lama?

La confessione

Domande, queste ultime, che oggi non hanno ragion d’essere, perché il sanmaurese ha confessato ai carabinieri di essersi inventato tutto. Secondo quanto emerge, infatti, il giovane dopo cena avrebbe visitato un bar della zona di via Roma insieme a un amico. Nel percorso del ritorno a casa, però, sul suo percorso non ha trovato alcun aggressore.

Le indagini

I carabinieri di San Mauro avevano da subito avviato tutte le indagini del caso. Analizzando anche i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona e che erano state acquisite nelle ore successive alla denuncia dell’aggressione. Ma le incongruenze tra i filmati e le dichiarazioni del denunciante e del suo amico, erano troppe. Inevitabili, quindi, ulteriori approfondimenti che alla fine hanno portato a svelare la verità.

Si è fatto male da solo

La ferita alla mano? Marco B. se l’è procurata da solo. Scavalcando una recinzione nei pressi di via Roma mentre era sulla via di casa. Altro che ferita da arma da taglio e, intanto, i militari indagano anche sulle circostanze che il giovane ha spiegato nel corso della sua “confessione”.

Ignoto il “movente”

E’ stato proprio Marco B. ad ammettere di essersi fatto male da solo.
Ma non ha ancora spiegato il perché di una messinscena di questo genere. E’ per questo che le indagini dei carabinieri proseguono, così come gli accertamenti di rito, per cercare di chiarire i contorni di questa assurda vicenda.

Denunciato un giovane e l'amico

Per Marco B., intanto, è scattata una denuncia all’Autorità Giudiziaria per simulazione di reato. E lo stesso vale anche per l’amico che era con lui, L. V., che con le sue dichiarazioni ai carabinieri aveva in parte confermato la prima versione dei fatti. Nonostante alcune incongruenze con la “storia” raccontata dal finto aggredito che hanno costituito, di fatto, il primo campanello d’allarme per il militari della stazione di via XXV Aprile guidata dal Maresciallo Massimo Furfaro che ha coordinato il lavoro dei suoi militari.

 

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