Cronaca
Le restrizioni

Lotta al Covid, dal 15 febbraio obbligo di Green Pass rafforzato per accedere ai luoghi di lavoro.

Per i lavoratori pubblici o privati con con cinquant'anni.

Lotta al Covid, dal 15 febbraio obbligo di Green Pass rafforzato per accedere ai luoghi di lavoro.
Cronaca 06 Gennaio 2022 ore 12:28

Lotta al Covid, dal 15 febbraio obbligo di Green Pass rafforzato per accedere ai luoghi di lavoro. Tutte le norme del nuovo Decreto.

Nuovo Decreto

Nell'ottica di fronteggiare  l'emergenza pandemica, il Governo ha introdotto nuove norme ancora più restrittivi per cercare di contenere il diffondersi dei contagi. Durante  l'ultimo Consiglio dei Ministri è stato approvato il nuovo Decreto legge.

Ecco tutte le misure introdotte

Obbligo Vaccinale: Il testo introduce l’obbligo vaccinale per tutti coloro che hanno compiuto i 50 anni. Per i lavoratori pubblici e privati con 50 anni di età sarà necessario il Green Pass Rafforzato per l’accesso ai luoghi di lavoro a far data dal 15 febbraio prossimo.  Senza limiti di età, l’obbligo vaccinale è esteso al personale universitario così equiparato a quello scolastico.

Green Pass Base: È esteso l’obbligo di Green Pass cosiddetto ordinario a coloro che accedono ai servizi alla persona e inoltre a pubblici uffici, servizi postali, bancari e finanziari, attività commerciali fatte salve eccezioni che saranno individuate con atto secondario per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona.

Smart working: Il Consiglio dei Ministri è stato informato dal Ministro per la pubblica amministrazione, Renato Brunetta che è stata adottata d’intesa con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Andrea Orlando una circolare rivolta alle pubbliche amministrazioni e alle imprese private per raccomandare il massimo utilizzo, nelle prossime settimane, della flessibilità prevista dagli accordi contrattuali in tema di lavoro agile.

Scuola: ecco le nuove regole per la gestione delle positività. Alla scuola dell'infanzia, già in presenza di un caso di positività, è prevista la sospensione delle attività per una durata di dieci giorni.  Alla scuola primaria, con un caso di positività, si attiva la sorveglianza con testing. L’attività in classe prosegue effettuando un test antigenico rapido o molecolare appena si viene a conoscenza del caso di positività (T0), test che sarà ripetuto dopo cinque giorni (T5). In presenza di due o più positivi è prevista, per la classe in cui si verificano i casi di positività, la didattica a distanza (Dad) per la durata di dieci giorni. Alla scuola Secondaria di primo e secondo grado, fino a un caso di positività nella stessa classe è prevista l’auto-sorveglianza e con l’uso, in aula, delle mascherine Ffp2.  Con due casi nella stessa classe è prevista la didattica digitale integrata per coloro che hanno concluso il ciclo vaccinale primario da più di 120 giorni, che sono guariti da più di 120 giorni, che non hanno avuto la dose di richiamo. Per tutti gli altri, è prevista la prosecuzione delle attività in presenza con l’auto-sorveglianza e l’utilizzo di mascherine Ffp2 in classe.

Il commento del Presidente piemontese Cirio

Sulle nuove norme presentate dal Governo ecco il commento del presidente Regionale Alberto Cirio:

“Ritengo le nuove misure una soluzione di equilibrio. Ero favorevole a un obbligo vaccinale selettivo e la scelta sugli over 50 è un buon compromesso, perché riguarda le fasce d’età a maggior rischio di ospedalizzazione. Sui tamponi, invece, alla luce della situazione epidemiologica attuale con un numero molto alto di positivi in buona parte asintomatici, le Regioni hanno chiesto al Governo una riflessione sull’opportunità di continuare a fare i test a chi non mostra sintomi, rispetto alla possibilità di concentrarsi principalmente su chi li manifesta e ha quindi bisogno di essere curato. Si tratta però di una valutazione medica su cui dovrà esprimersi il Cts. Anche sulla scuola ritengo la scelta di equilibrio, era importante un intervento che tenesse conto della situazione attuale, ma allo stesso tempo tutelasse il più possibile la didattica in presenza, differenziando le misure per i vaccinati”.