Cronaca
Dalla collina

La tangenziale est «sparisce» dai progetti del Recovery plan: il Comitato «No tang» esulta

Da qualche mese il confronto su quest'opera si era riacceso.

La tangenziale est «sparisce»  dai progetti del Recovery plan:  il Comitato «No tang» esulta
Cronaca 10 Aprile 2021 ore 09:02

La tangenziale est «sparisce» dai progetti del Recovery plan: il Comitato «No tang» esulta

Tangenziale est

La tangenziale est «sparisce» dai progetti piemontesi inseriti nel Recovery plan.
Un sospiro di sollievo per il Comitato «Notang est», che dopo anni di silenzio, in cui sembrava che il progetto fosse stato definitivamente accantonato, era tornato a far sentire la sua voce contro quest’opera negli ultimi mesi.

La posizione del Comitato

In una nota il Comitato Notang est esprime la sua soddisfazione per questa decisione: «Ma continueremo ad impegnarsi nel difendere il territorio tra Gassino e Chieri da opere come questa, così come abbiamo fatto in questi ultimi mesi, contattando e scrivendo a politici e amministratori e allargando alleanze d’intenti con i ragazzi dei Fridays For Future. Non ci sono alternative a basso impatto ambientale con “tracciati green” o “tangenziale verde” a opere come la Tangenziale Est, come qualcuno sostiene, ma solo investimenti alternativi a quello che i politici attuali propongono: ovvero finanziamenti ingenti per il servizio di trasporto pubblico e non solo».
Aggiungono i Notang est: «Chi sostiene che costruendo nuove strade diminuisca il traffico è quantomeno male informato; ormai diversi studi scientifici hanno provato la fallacia di questo ragionamento. L’unica soluzione al traffico privato sono mezzi pubblici efficienti, confortevoli e davvero competitivi, che offrano a tutti una valida alternativa al mezzo privato. Ovviamente siamo contenti del mancato pericolo con il mancato finanziamento di un’autostrada (perché di questo si tratta) nel nostro territorio, ma preoccupati del dominante concetto di modernità che purtroppo ancora anima il pensiero politico. Siamo ancora al secolo scorso, quando le infrastrutture ritenute necessarie erano autostrade, trafori, viadotti, mega ponti. Il progresso oggi deve avere nuovi indispensabili obiettivi. Troppi “no” per cocciutaggine o gravosi ritardi per incompetenze ci privano dei bisogni per un futuro sostenibile come: una moderna rete di trasporto pubblico (immaginiamo soluzioni quali una metropolitana leggera, l’estensione del servizio ferroviario metropolitano che ancora non raggiunge adeguatamente i nostri territori e pratici parcheggi di interscambio: soluzioni che possano davvero migliorare la mobilità di chi vive nei comuni della collina e che per studio o lavoro ha necessità di raggiungere quotidianamente i centri cittadini, in maniera rapida e confortevole), una rete a banda larga estesa a tutto il territorio, scuole sicure, servizi agli anziani, aiuti alle madri lavoratrici, sanità pubblica efficiente e territoriale. Ee potremmo continuare l’esteso elenco di interventi dove investire convenientemente ciò che, ricordiamolo bene, si chiama Next Generation EU».

L'impegno

Sottolineano ancora dal Comitato:

«Siamo sempre disponibili a incontrare politici e amministratori per un confronto costruttivo e lungimirante, ma anche per indicar loro che per ora è per noi uno “scampato pericolo”, ma proprio perché non vogliamo che i nostri figli ereditino il “pericolo”, il Comitato si impegna a chiedere a tutte le amministrazioni locali e agli enti sovraordinati la cancellazione del tracciato della Tangenziale Est dal PTC2 e dai piani regolatori dei comuni interessati».