Allerta Covid

La Cri e la Verde tornano ai ritmi dell’Emergenza

Il riacutizzarsi dei contagi da Covid 19 sta nuovamente mettendo sotto pressione le strutture della Croce Verde Torino e della Croce Rossa Italiana

La Cri e la Verde tornano ai ritmi dell’Emergenza
Settimo, 07 Novembre 2020 ore 07:55

La Cri e la Verde tornano ai ritmi dell’Emergenza

Emergenza

Il riacutizzarsi dei contagi da Covid 19 sta nuovamente mettendo sotto pressione le strutture della Croce Verde Torino e della Croce Rossa Italiana, compromettendo, in taluni casi, lo svolgimento dei loro consueti servizi.

La situazione

«A livello di ente Croce Verde Torino per seguire la pandemia non abbiamo grandissimi problemi – spiega Leo Garofalo del gruppo della Croce Verde Torino di San Mauro Torinese -. Il nostro grosso problema è che a San Mauro non abbiamo i volontari per far girare i mezzi. Riusciamo a malapena a garantire i servizi con cui abbiamo le convenzioni. Ho solo 12 persone a disposizione per coprire nove turni notturni, quando invece dovrei averne almeno 20/25, con tre persone per turno e qualcuno che fa il doppio turno».
Una mancanza di volontari che va così a pregiudicare parte del loro prezioso lavoro. «Sul territorio stanno crescendo, non solo le richieste di emergenza, ma anche quelle dei privati che vengono dimessi dagli ospedali o che devono recarsi a fare le visite – racconta -. Abbiamo fatto diverse dimissioni dal Gradenigo e dall’ospedale di Chivasso, ma sempre in affanno. Se dovesse capitare che uno si prende anche solo una semplice storta…».
La situazione sembra essere migliore al Comitato della Croce Rossa Italiana di Gassino Torinese. «Anche da noi sono aumentati i servizi e di conseguenza la pressione sui dipendenti e sui volontari – racconta il presidente Luciano Perin -. Se prima i Covid si erano ridotti a uno o due al giorno, adesso sono arrivati a essere anche dieci al giorno. Per timore alcuni volontari hanno tirato i remi in barca perché anziani o con problemi di salute. Meno male che ci sono i dipendenti se no avremmo chiuso».
Una situazione di emergenza che comporta costi aggiuntivi. «Siamo tornati a fare 10/15 sanificazioni al giorno e tutto questo, compresa la sostituzione in ogni uscita dei Dpi personali per gli addetti, comporta un ulteriore spesa rispetto al normale. Noi stiamo anticipando tutto, ma chi ce lo rimborsa – domanda retorico il presidente -. L’Asl sembra abbastanza disposta a farlo. Vedremo».

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