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Incubo piromane: altre due auto bruciate, tre i mezzi danneggiati

Il tutto nell’arco di pochissimi minuti e in due distinti quartieri.

Incubo piromane: altre due auto bruciate, tre i mezzi danneggiati
Cronaca Venaria, 14 Agosto 2022 ore 05:21

Due auto bruciate. Tre mezzi danneggiati. Il tutto nell’arco di pochissimi minuti e in due distinti quartieri di Venaria.

Altre due auto bruciate, tre i mezzi danneggiati

E Venaria torna, dopo un lungo periodo, la paura e l’incubo del piromane. Nella notte di venerdì 5 agosto, infatti, due auto sono state date alle fiamme ed altri tre mezzi sono rimasti danneggiati a seguito di due differenti incendi.
Tutti e due i roghi si sono verificati nella fascia oraria tra le 2 e le 3.
Prima in via Amati, nel quartiere Rigola, nel parcheggio adiacente le case residenziali del civico 90. Poi in via Sciesa 30, nel centro cittadino, a poche decine di metri dal comando della polizia locale.
Nel primo caso è andata a fuoco una Range Rover e danneggiata una Fiat Punto, parcheggiata pressoché a fianco. In via Sciesa, invece, è stata arsa dalle fiamme una Fiat Uno, mentre sono rimasti danneggiati una Polo e uno scooter.

L'allarme

Il doppio rogo ha svegliato i residenti nel cuore della notte. Sui due episodi sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri della compagnia di Venaria: a questo ultimi spetterà il compito di ricostruire i fatti e cercare i colpevoli. I militari, già nella mattinata di ieri, hanno preso possesso dei filmati delle telecamere di zona, sia di privati sia quelle pubbliche.
Il precedente incendio che aveva portato alla distruzione di una macchina nella Reale è datato fine ottobre 2021, quando sempre in via Amati, ma all'altezza del civico 12, era andata a fuoco una Skoda Fabia, regolarmente parcheggiata sugli stalli di sosta non a pagamento.

Incubo piromane

Il «piromane della Reale», che ancora oggi non ha un nome e un volto, nel corso degli ultimi anni ha dato alle fiamme oltre 150 mezzi, facendola sempre franca. Anche perché, nella maggior parte dei casi, colpiva dove non c’erano telecamere di videosorveglianza comunali. E, ancora, agiva nel cuore della notte. Quando è più facile nascondersi. Anche in piena estate. Come negli ultimi due casi.

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