Settimo

Il Dado «rinasce» con alloggi per chi è in difficoltà

Dieci le unità abitative nella palazzina di via Milano che sarà riqualificata. I tre piani rappresenteranno un intervento di «ricucitura urbana»

Il Dado «rinasce» con alloggi per chi è in difficoltà
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Il Dado «rinasce» con alloggi per chi è in difficoltà.

Il Dado

Dieci nuovi alloggi da mettere a disposizione delle famiglie che si trovano in una situazione di difficoltà o, ancora, in emergenza abitativa. Questa, in sintesi, la «nuova vita» che si appresta a vivere la palazzina di via Milano che per molti anni ha ospitato il Dado e che ormai da troppo tempo si trova in condizioni di abbandono e disuso per importanti criticità strutturali.

Il progetto

La palazzina che, come annunciato negli scorsi mesi, sarà abbattuta e ricostruita andando a riqualificare l’intera area. Un’operazione che ha evidentemente un costo che l’Amministrazione coprirà con un finanziamento di 1,8 milioni ottenuto dal fondo complementare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). «Con questi soldi - spiega l’assessore al sociale Angelo Barbati -, copriremo progettazione e realizzazione dell’edificio».
Tre i piani previsti dal progetto dello stabile che sorgerà al posto del tanto discusso Dado. All’interno della palazzina saranno realizzati 10 alloggi di piccola o media dimensione che potranno dare risposte alle famiglie in difficoltà o a quei nuclei beneficiari dell’assegnazione di un “alloggio popolare”. Nel progetto, inoltre, è previsto anche un giardinetto e l’intero complesso garantirà inoltre, come spiega una nota dell’Amministrazione, «ottime prestazioni energetiche, con impianti fotovoltaici e allacciamento al teleriscaldamento».
Nella mente dell’Amministrazione comunale, ancora, l’intervento di abbattimento e di ricostruzione si pone nell’ottica di «un’importante azione di ricucitura del tessuto urbano»: «Rigenerare l’area porterà benefici non solo a chi vi andrà ad abitare - sottolinea l’assessore al sociale -, ma anche a tutta la zona».
«Garantire il diritto alla casa sarà sempre più complesso, soprattutto nel periodo difficile che ci aspetta - aggiunge Barbati -. A Settimo come altrove questa emergenza comincia a farsi sentire. Se finora siamo sempre riusciti a garantire a tutti una sistemazione, anche predisponendo nuovi spazi come i dormitori, ci sono motivi di preoccupazione. Ecco perché nuovi alloggi sono essenziali».
Gli alloggi saranno assegnati in base a specifiche graduatorie a cui le famiglie possono fare richiesta di accesso, e che tengono conto, ovviamente, di una serie di parametri, come la presenza di minori e/o disabili a carico, reddito e altri fattori.

I lavori

E’ attesa per il giugno del 2023 la partenza dei lavori che si prevede che cambino parte del volto dell’attuale via Milano e, inoltre, il cantiere dovrà essere ultimato - al più tardi - nel 2025. «Il nuovo Dado - spiegano dal Comune - sarà il secondo complesso di case popolari realizzato dal Comune di Settimo dopo vari decenni: si aggiunge ai 10 alloggi di via Leini consegnati nel novembre 2020, per un totale di 20 nuove case popolari» realizzate in cinque anni.
«Non è sufficiente costruire nuove case - conclude Angelo Barbati -. Stiamo lavorando ad altri progetti per potenziare ulteriormente la nostra capacità di dare risposte alle famiglie in difficoltà, per provare ad anticipare le criticità che portano le persone a chiedere una casa popolare. Per questo il Comune ha avviato misure di sostegno all’affitto, il fondo salva-sfratti e altre misure. Chiaramente il Comune ha un margine di manovra limitato rispetto a un problema così vasto, per questo è importante dotarsi di strumenti nuovi anche a livelli superiori».
Questo significa che ai fondi ottenuti dal fondo complementare al Pnrr, inoltre, il Comune potrà aggiungere anche altri interventi sull’edilizia sociale anch’essi finanziati dallo stesso fondo complementare: «altri 1,5 milioni verranno investiti nella ristrutturazione del Casun, mentre altri 400mila euro finanzieranno la sistemazione degli alloggi di via Amendola».

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