Oltre 4milioni di euro previsti dal Comune di San Mauro come spesa da versare a Seta per i servizi di Igiene urbana e smaltimento rifiuti, nel corso del 2026. E’ questa la previsione economica indicata nella determina dirigenziale (la numero 27 del 19 gennaio). «Si tratta – precisa l’assessore a all’Ambiente Matteo Fogli – del costo che viene riconosciuto al gestore in base al Piano economico e finanziario (Pef) approvato ogni anno».
Igiene urbana e servizio di smaltimento rifiuti, l’Amministrazione stanzia oltre 4milioni di euro
Una prima considerazione che si può fare, dal punto di vista numerico, riguarda il confronto con l’anno precedente, nel quale il Comune aveva previsto una spesa complessiva pari a 3.349.000 euro.
«Nella crescita dei costi – aggiunge ancora l’assessore – si riflette il recupero dell’inflazione che si è applicata sui due anni precedenti, 2025 e 2024, che abbiamo spiegato in più occasioni essere una misura applicata da Arera per evitare che i concessionari dovessero assorbire autonomamente gli sbalzi legati all’inizio della guerra in Ucraina e alla variazione importante di tutta la componente energetica. Entro la fine del 2025 Arera ha approvato la successiva revisione del metodo tariffario, che è arrivato alla terza formulazione. Vi sono diversi elementi di novità che i Consorzi e i Concessionari hanno dovuto recepire ed iniziare a comprendere, anche attraverso una fase di studio e di confronto diretto proprio con Arera».
Lo sguardo al 2026
«Prevediamo – puntualizza ancora l’assessore Fogli – che nel 2026, stante questo elemento di novità, ci sia un pochino di fatica, dal punto di vista dell’impostazione della Tari. Questo effetto però non si riflette sul servizio per i cittadini, perché l’acconto come sempre è previsto nella misura dell’80 per cento dell’importo che le famiglie hanno pagato l’anno precedente, quindi tiene già conto degli adeguamenti».
Gli incrementi della Tari
«Purtroppo la Tari sale di anno in anno. Negli ultimi due questo è successo perché Arera ha riconosciuto questa distribuzione degli aumenti che sono stati causati dall’inflazione, e poi perché all’interno del Pef sono stati introdotti gli investimenti, ed in particolare quelli legati all’applicazione della tariffa puntuale. Aumenta il costo complessivo di gestione del servizio e aumenta il valore complessivo del Piano economico e finanziario consortile. Abbiamo dunque, per il 2026, una novità che sposta l’approvazione del Pef più avanti rispetto alla scadenza del mese di aprile (che non ha un impatto sui cittadini e sulla programmazione delle rate di acconto). Poi c’è un secondo aspetto, che è quello degli aumenti progressivi, negli anni. So benissimo che la prima obbiezione che viene fatta, da questo punto di vista, è “la Tari aumenta ma il servizio non migliora”. Ma non è solo questo il punto».
I servizi
E ancora: «Sulla qualità del servizio il nostro Comune ha fatto un lavoro di riscontro ed attenzione. Rispetto ai temi delle mancate raccolte, ad esempio, abbiamo visto riconosciute delle quote di credito, proprio perché non erano stati raggiunti i livelli di servizio promessi. Al pari delle segnalazioni e dei rimborsi, però, è importante sottolineare il malcostume di alcuni cittadini. E mi riferisco all’abbandono dei rifiuti, che ha causato al nostro Comune un aumento dei costi da 60 a 90 mila euro, per interventi eccezionali e non programmati. Se ci fosse una collaborazione piena da parte dei cittadini e dell’utenza in generale, questi costi potrebbero essere effettivamente ridotti al minimo».
La Tarip
Sulla Tariffazione puntuale e le prospettive dell’Amministrazione sanmaurese, l’assessore Matteo Fogli sottolinea ancora: «La nostra Giunta ha certamente l’intenzione di riprendere questo percorso. La richiesta che è stata effettuata al gestore è quella di aumentare i tempi di raccolta della frazione indifferenziata, dell’Rsu, mantenendo invece invariata la frequenza di raccolta di tutte le altre frazioni. Questo ha lo scopo di poter incentivare la raccolta differenziata, perché a parità di bidoni, le persone devono cercare di buttare una quantità inferiore di rifiuti. Nell’anno che abbiamo appena concluso abbiamo già avuto degli ottimi risultati, nonostante la chiusura dell’ecocentro, la cui riapertura è prevista entro fine febbraio. I lavori si sono prolungati perché ci sono stati elementi non attesi. San Mauro fortunatamente non ha sofferto della chiusura, e questo è la dimostrazione che il sistema degli ecocentri consortili ha funzionato, perché il dato della differenziata arriva a quasi il 70 per cento. Ed è altrettanto importante vedere ridotta a circa 149 chilogrammi pro capite la quota di rifiuto solido urbano indifferenziato. Stiamo andando nella direzione giusta».
Sull’acquisto di quote in Seta
«Siamo nella fase finale, quella di verifica con la Corte dei Conti e con il Consorzio di Bacino – conclude l’assessore sanmaurese – per quello che è il valore delle azioni di Seta, per la loro l’acquisizione, che era un elemento collegato alla cessione dell’ecocentro. L’acquisizione di quote di Seta, oltre ad andare nella direzione di aiutare il Consorzio di Bacino a “svuotarsi” delle azioni che ha a patrimonio, va anche nella direzione di avere una voce nella gestione della società, che fa utili, i quali devono riflettersi o nel miglioramento del servizio o nella riduzione dei costi».