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E’ allarme: si finge arrotino, ma è truffatore

Una fiammata improvvisa, il riferimento a una possibile fuga di gas e la prospettiva di un pericolo all’interno della propria abitazione potrebbero spingere la vittima ad accettare l’intervento e a pagare quanto richiesto

E’ allarme: si finge arrotino, ma è truffatore
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L’arrotino arriva a domicilio, ma dietro il mestiere di una volta potrebbe nascondersi una truffa.

E’ allarme: si finge arrotino, ma è truffatore

È l’allarme che torna a circolare in questi giorni anche nel Torinese, con segnalazioni che riguardano i mercati e le zone residenziali di Settimo Torinese, San Mauro e Venaria. Al centro delle segnalazioni ci sarebbe una Bmw bianca dotata di un altoparlante sul tetto, utilizzato per pubblicizzare il servizio di affilatura di coltelli e lame a domicilio. Un’attività apparentemente normale, che però, secondo quanto riferito nelle segnalazioni, potrebbe trasformarsi in un vero e proprio raggiro soprattutto ai danni delle persone più anziane. Il meccanismo sarebbe semplice e studiato per creare nel cliente una situazione di paura e urgenza.

Mentre svolge il lavoro scatta la truffa

L’uomo, dopo essere stato contattato per il servizio di affilatura, raggiungerebbe l’abitazione e inizierebbe regolarmente il proprio lavoro. A un certo punto, però, chiederebbe al proprietario di accendere il gas con il pretesto di dover riscaldare le lame. Sarebbe proprio in quel momento che scatterebbe il presunto raggiro: una fiammata sul piano cottura verrebbe utilizzata per simulare una pericolosa fuoriuscita di gas o un malfunzionamento dell’impianto.
Di fronte alla situazione, l’arrotino si proporrebbe quindi come «risolutore» del problema, sostenendo di poter effettuare immediatamente la riparazione. A rendere ancora più credibile il racconto ci sarebbe la disponibilità immediata di presunti pezzi di ricambio, che l’uomo avrebbe già con sé. Il costo dell’intervento, però, sarebbe tutt’altro che quello inizialmente concordato per la semplice affilatura delle lame: la richiesta di pagamento, sempre secondo le segnalazioni, arriverebbe in contanti e per una cifra elevata, senza che fosse stata preventivamente concordata.
Un sistema che farebbe leva soprattutto sulla paura. Una fiammata improvvisa, il riferimento a una possibile fuga di gas e la prospettiva di un pericolo all’interno della propria abitazione potrebbero spingere la vittima ad accettare l’intervento e a pagare quanto richiesto pur di mettere fine alla presunta emergenza.