l'iniziativa

Dopo la tempesta, ora Piastra rilancia l’Ospedale tra il primo soccorso e la richiesta di un hospice

Nelle scorse settimane la Regione è intervenuta stanziando ulteriori 5 milioni

Dopo la tempesta, ora Piastra rilancia l’Ospedale tra il primo soccorso e la richiesta di un hospice

Dopo la tempesta giudiziaria dei mesi scorsi e la delicata vicenda societaria legata alla liquidazione di Saapa, la sindaca Elena Piastra rilancia l’Ospedale di Settimo riportando l’attenzione sui servizi sanitari di cui ha bisogno il territorio. Tra tutti, il primo soccorso e l’hospice.
Sindaca, sono stati mesi delicati per l’Ospedale sia sotto il profilo giudiziario che societario.

Dopo la tempesta, ora Piastra rilancia l’Ospedale tra il primo soccorso e la richiesta di un hospice

Adesso a che punto siamo?

«Credo che le vicende vadano separate. Quindi va separata la vicenda giudiziaria, che continuerà a seguire il suo percorso, da quella societaria, alle opportunità arrivate con le delibere regionali e con il piano socio sanitario che aprono delle prospettive rispetto alla struttura e quindi al futuro dei cittadini».

Il percorso societario come procede?

«Tutto ciò che si poteva fare è stato messo insieme. Nelle scorse settimane la Regione è intervenuta stanziando ulteriori 5 milioni di euro, con un voto unanime in Consiglio regionale, e di questo ringrazio davvero tutta la politica. Inoltre, sempre la Regione sta intervenendo, su richiesta dell’Asl, per il riconoscimento di 35 posti Cavs (Continuità a valenza assistenziale, ndr) in più. È un passaggio importante che garantisce l’equilibrio finanziario dell’ospedale. Per questo, ci tengo a sottolineare un aspetto».

Prego.

«La Regione e l’assessore Riboldi hanno fatto esattamente i passi sui quali si erano impegnati: hanno messo le risorse, hanno garantito i posti per l’equilibrio finanziario e hanno scritto nel documento più importante, il piano sociosanitario, che l’obiettivo è internalizzare la società».

Cioè?

«Vuol dire che l’Ospedale diventerà pubblico e sarà gestito dall’Asl To4. Questo è un punto politico importante, che non era scontato. Riconosco all’assessore, finalmente, l’essersi voluto impegnare per la sanità pubblica a Settimo che per noi era un obiettivo per nulla facile da garantire».

E adesso?

«Ora, fatti questi passaggi, c’è una vicenda tecnica che è in capo ai liquidatori e dipenderà da loro capire se ci saranno le condizioni per chiudere la società in bonis».

Rispetto al personale, quali garanzie ci sono per i lavoratori?

«Se si riesce a chiudere la società in bonis, la situazione sarà chiaramente più positiva. Una parte dei crediti che aspettano i creditori fanno riferimento ai costi del personale e penso soprattutto a chi aspetta gli stipendi da mesi. Credo che per quanto riguarda l’appalto dei servizi esistenti si potrà avere una clausola sociale. Sui dipendenti Saapa, che sono circa una quindicina, bisognerà invece aprire un tavolo specifico con la Regione».

Quindi non è naturale l’internalizzazione dei dipendenti Saapa nell’Asl To4?

«No, a meno che non venga fatta una legge regionale specifica ma in questo momento non ho elementi per dire che si andrà in questa direzione. Quello che può fare il Comune è chiedere l’attivazione di un tavolo per valutare caso per caso. L’obiettivo, naturalmente, è la garanzia dei posti di lavoro».

Parliamo dei servizi.

«Superata questa fase, bisognerà attivare un tavolo di lavoro sui servizi. L’Ospedale ha una posizione positiva per raccogliere una parte delle situazioni sanitarie di Torino nord e della collina. Ci sono due questioni sulle quali ci siamo interrogati. La prima riguarda l’aggiunta di posti hospice. Il nostro territorio ha come hospice di riferimento Foglizzo e potrebbe essere necessaria un’aggiunta di posti per l’accompagnamento con le cure palliative».

L’altro tema?

«È il primo soccorso. Il piano sociosanitario riapre al ruolo della sanità territoriale e ci sembra il momento ideale per capire quanto potrebbe servire gestire i codici bianchi e verdi che ricordo essere più dell’85% degli arrivi in pronto soccorso. L’intervento di Settimo potrebbe servire in modo importantissimo a sollevare sia il pronto soccorso del Giovanni Bosco che quello di Chivasso. Magari, il primo soccorso, in collegamento con la nuova organizzazione della casa di comunità, potrebbe essere anche quell’elemento che tiene insieme il territorio. Poi ci sono questioni apparentemente più semplici».

Ovvero?

«Penso al servizio vaccinazione che è da sempre in via Regio Parco. Portarlo dentro all’Ospedale permetterebbe alle famiglie di dare il giusto rilievo ad un servizio dedicato ai più piccoli».

Insomma, dopo una vera e propria tempesta, questo Ospedale vede la luce?

«Me lo auguro tanto. Mi auguro che il 2026 segni il momento in cui ci occupiamo dei servizi di cui tutti i nostri cittadini hanno un enorme bisogno e che si possa finalmente discutere di questa parte che è anche quella più giusta rispetto alle nostre funzioni. Un sindaco ha il compito di fare battaglie per chiedere più servizi, di dialogare con la Regione che ha una funzione sanitaria, e non essere socio di una società. Lo auguro alla nostra città, all’ospedale e a tutti i dipendenti che più di chiunque altro hanno pagato questi sei anni davvero molto difficili».