L'analisi

Coronavirus, triplicati i tamponi nelle Rsa piemontesi

Sono stati inoltre messi a disposizione infermieri in più per garantire il servizio presso alcune strutture.

Coronavirus, triplicati i tamponi nelle Rsa piemontesi
Torino, 16 Aprile 2020 ore 09:36

Coronavirus, triplicati i tamponi nelle Rsa piemontesi.

Coronavirus

La Regione Piemonte ha comunicato i dati aggiornati relativi al monitoraggio sulle Rsa, le Residenze sanitarie assistite, per l’emergenza legata a Coronavirus. Lo scorso 8 aprile il Coordinamento dell’Area Funzionale dell’Unità di crisi, ha richiesto formalmente a tutte le strutture del Piemonte, 750 dedicate agli anziani, di cui 366 Rsa,  il numero dei posti letto, le unità di personale e i tamponi effettuati.

I dati

E’ stata posta l’attenzione sul  notevole incremento dei tamponi effettuati nelle Rsa, che sono più che triplicati nell’ultima settimana, passando dai 4.085 del 7 aprile ai 13.940 del 14 aprile (sul totale di 74.060 tamponi realizzati a quella data sulla popolazione piemontese). Di questi 3.610 sono positivi, 5.753 sono negativi e 4.577 sono in attesa dell’esito del tampone. Sui tamponi effettuati alla data dell’8 aprile, gli ospiti delle Rsa risultati positivi sono il 40%, il personale il 30%. Al 31 marzo nelle Rsa vi sono stati 407 morti in più del primo trimestre 2019, di cui 248 risultati
positivi al Covid-19.

Assistenza infermieristica potenziata

L’Unità di crisi ha  predisposto, il 7 aprile, una circolare straordinaria per far fronte alle carenze riscontrate nelle strutture residenziali socio-sanitarie. Le Asl del Piemonte hanno così incrementato l’assistenza infermieristica domiciliare, per i prossimi quattro mesi, in misura minima di almeno un operatore ogni 20mila abitanti. Tale misura, che ha messo a disposizione delle Rsa piemontesi decine di infermieri, ha evitato la sospensione dei servizi infermieristici in alcune strutture.

Ha sottolineato l’assessore al Welfare Chiara Caucino:

“Le  azioni condotte finora dall’Area funzionale Rsa, rispetto alle criticità riscontrate presso le strutture, stanno dando buon esito,  in particolare sull’approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale, sull’incremento dei tamponi effettuati e sulla sostituzione del personale assente”.

Tutte le Asl piemontesi hanno poi recepito le indicazioni della circolare del 3 marzo scorso dell’Unità di crisi, in cui veniva richiesta l’attivazione di nuclei di vigilanza.

Ha puntualizzato l’assessore regionale alla Sanità Icardi:

“L’attenzione alla situazione delle case di riposo è documentata fin dal primo atto dell’Unità di crisi del 23 febbraio nel quale già si raccomandava ai gestori delle strutture di limitare l’accesso dei visitatori e di attenersi alle misure di prevenzione previste dalle disposizioni ministeriali, che la maggior parte delle strutture ha applicato. In qualche caso, nonostante le misure, si sono verificati contagi. Oggi abbiamo più task force e Usca nelle aziende sanitarie locali dedicate all’emergenza delle case di riposo, oltre a quasi 800 infermieri e operatori socio sanitari assunti per soccorrere le case di riposo rimaste sguarnite di personale a causa del contagio. Sui test sierologici abbiamo avviato la sperimentazione ed ora aspettiamo le indicazioni del Ministero della Salute per procedere secondo le linee che verranno individuate dalle autorità sanitarie”.

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