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Coronavirus, si indaga su un caso sospetto in provincia

Le condizioni di un uomo di 63 anni hanno messo in allerta la struttura della provincia.

Coronavirus, si indaga su un caso sospetto in provincia
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Coronavirus, si indaga sulle condizioni di un uomo ricoverato all'ospedale di Ciriè.

Coronavirus, un altro caso sospetto?

Si indaga da qualche ora su quello che potrebbe essere un nuovo caso sospetto di infezione da Coronavirus sul territorio della provincia di Torino. E' stato registrato all'ospedale di Ciriè. E' qui che un uomo di 63 anni si è presentato rappresentando alcuni sintomi che hanno messo in allarme il personale sanitario.

Intanto la direzione sanitaria dell'ospedale di Ciriè avrebbe già adottato la misura cautelativa della chiusura della struttura.

Le indagini cliniche

Secondo quanto si apprende l'uomo sarebbe già stato sottoposto a un primo tampone. Il primo risultato dovrebbe arrivare intorno alle 21-22 di oggi, mercoledì 26 febbraio 2020. Ma, nel frattempo, secondo indiscrezioni, anche il vicino ospedale di Lanzo starebbe correndo ai ripari. La presenza di un caso sospetto a Ciriè, infatti, avrebbe dirottato tutti i pazienti sull'altra struttura sanitaria. La più vicina in termini territoriali.

L'esito degli esami specialistici

Saranno i tecnici di laboratorio dell'ospedale Amedeo di Savoia di Torino a dover confermare o smentire il fatto che si tratti di contagio da Coronavirus. Il risultato delle analisi di laboratorio, come detto, è atteso per le prossime ore.

Cosa sta succedendo

Secondo quanto raccontano i colleghi delle redazioni de Il Canavese, l’uomo è arrivato in pronto soccorso ieri - 25 febbraio -. Senza passare dalle tende di pre-triage poste al di fuori di tutti gli ospedali piemontesi proprio per evitare l’eventuale contagio con altri pazienti. Per di più, secondo le prime ricostruzioni avrebbe informato soltanto oggi il personale medico di possibili contatti con una persona, un suo nipote,  proveniente dalla Cina.

La Regione Piemonte smentisce

Dalla Regione Piemonte arrivano soltano smentite e non conferme relativamente a quest'ultimo caso segnalato sulla provincia di Torino. Ma le verifiche sono ancora in atto e non ci sono ancora documenti o comunicati ufficiali in questo senso.

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