Sulla panchina col sindaco

Cinzano, terra di vini e di capperi: la scoperta di una collina poco nota. VIDEO

Il paese, raccontato dal primo cittadino Emilio Longo

Settimo, 28 Ottobre 2020 ore 07:56


Cinzano, terra di vini e di capperi: la scoperta di una collina poco nota. VIDEO

Cinzano

Partendo da San Mauro, se si cerca sul navigatore della propria macchina «Cinzano», il dispositivo segnala circa 28 minuti di percorso. Ed ecco che seguendo le indicazioni della voce guida, superata Rivalba, dopo una serie di ripide salite, si trova il suggestivo comune, noto come terra di vini ma anche di capperi.
È tra gli scorci in muratura di questo territorio che si apre la rubrica de La Nuova Periferia, «Sulla panchina», dedicata al faccia a faccia settimanale con il sindaco delle città. Il nostro viaggio inizia da questi paesaggi collinari così poco valorizzati, ma altrettanto mozzafiato. A Cinzano tutto sembra al proprio posto, e tra le vie del paese si respira un’aria di tranquillità che combacia quasi con un silenzio assordante. Le lunghe distese di verde sono segnate dalla presenza dei cinghiali, che non si preoccupano di cancellare le proprie tracce, mentre in alcuni punti del Comune si nota la fioritura dei capperi, stimolata, a quanto pare, dalle lucertole. Alcuni raccontano che la mattina ci si sveglia con i rumori dei trattori, i galli che cantano e i cani che abbaiano. È la natura che parla, nascondendo così i clacson strombazzanti che accompagnano invece il risveglio delle metropoli.
Ma è nella storica piazza del Podio che incomincia la chiacchierata con il sindaco di Cinzano, Emilio Longo. Il primo cittadino del territorio racconta il lato suggestivo di una realtà che, pur non avendo una scuola o una farmacia, vanta comunque dei paesaggi tutti da scoprire.

L’intervista

Emilio Longo, come si descriverebbe a un pubblico che non la conosce?
«In due parole, direi onestà e lavoro. Il mio obiettivo è impegnarmi per fare bene con tutti».
Perché ha scelto di fare il sindaco a Cinzano?
«Mi sono candidato perché vorrei contribuire a risollevare questa realtà, che secondo me ha bisogno di aiuto. La mia famiglia, inizialmente, era contraria perché aveva paura che mi potessi fare dei nemici, ma a me le critiche non interessano. Vado avanti per la mia strada e con le mie idee».
Quali sono le sue passioni?
«Mi piacciono molto le bocce, e penso sia uno sport sottovalutato, che andrebbe valorizzato di più».
Com’è, invece, il suo rapporto con i cittadini?
«Molto bello. Ormai mi danno del tu, e se ci sono dei problemi mi chiamano direttamente al telefono. C’è rispetto reciproco, e cerchiamo di risolvere insieme tutte le difficoltà».
A proposito di difficoltà, Lei è stato sindaco in piena pandemia. Come ha affrontato questo periodo?
«È stato il momento più difficile del mio mandato, ma i cittadini si sono comportati bene, mi hanno ascoltato e sono stati disponibili. Fortunatamente, abbiamo avuto solo un caso durante tutta l’emergenza».
Una decisione che ha preso e non prenderebbe più?
«Nessuna».
Una decisione che non ha preso?
«È difficile rispondere, perché sto cercando di realizzare tutto ciò che mi ero programmato. Qualcuno ha anche tentato di mettermi i bastoni tra le ruote, ma ha solo perso tempo».
Come reagisce alle critiche?
«In generale, prima di rispondere, rifletto. Poi, se è necessario, replico, altrimenti si può anche tacere, che forse è meglio».
Quali promesse vuole fare per il futuro?
«Attualmente stiamo sistemando l’illuminazione, e poi partiranno i lavori per la manutenzione di alcune strade. Ci piacerebbe anche aprire un negozio di alimentari. Per il futuro, invece, vorrei mettere a posto l’asilo e l’interrato del comune».
Cinzano è una terra di vini. Ci sono delle iniziative per incentivarne la produzione?
«Penso che i primi a doversi mettere in moto siano gli stessi produttori, che avranno il nostro totale appoggio».
Come è bilanciata la popolazione?
«La percentuale di anziani è equilibrata con quella di giovani. Per trattenere i ragazzi, stiamo pensando di ripristinare il campo da calcetto e quello da tennis, senza sottovalutare le bocce, che non può più essere uno sport solo per anziani».
Ultima domanda. Com’è il suo rapporto con il parroco?
«Bellissimo. Vado a messa tutte le domeniche e ci confrontiamo su molte tematiche. Per intenderci, non siamo affatto come Don Camillo e Peppone».

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