L'arresto

Brucia il negozio concorrente per il monopolio di frutta e verdura

Un vero raid incendiario per ottenere l'esclusiva della vendita durante il lockdown, i carabinieri arrestano mandante ed esecutore. 

Torino, 23 Giugno 2020 ore 10:28

Brucia il negozio concorrente per il monopolio di frutta e verdura. Un vero raid incendiario per ottenere l’esclusiva della vendita durante il lockdown, i carabinieri arrestano mandante ed esecutore.

Brucia il negozio concorrente

Per battere durante il lockdown la concorrenza nelle vendite a domicilio di frutta e verdura, un commerciante del settore ha assoldato due persone per incendiare il negozio vicino al suo, facendo versare benzina e appiccando il fuoco. E’ accaduto il 20 marzo 2020, a Nichelino. Ma durante l’incendio, uno dei piromani, un italiano di 61 anni, si era anche ferito ed è stato così fermato dai carabinieri della locale Tenenza subito dopo l’evento.
Le indagini dei militari dell’Arma hanno permesso di far luce sulla premeditazione del raid, finalizzato a danneggiare un negoziante concorrente durante l’emergenza Covid-19.

Il testimone

Una testimone oculare ha fornito il suo contributo alle indagini, ma si è scoperto in seguito che in realtà era la piromane. La notte dell’incendio, tutti gli inquilini dello stabile erano scesi tutti i strada, i carabinieri intervenuti immediatamente sul posto avevano identificato in prossimità del luogo dell’episodio delittuoso una donna (arrestata stamattina). La stessa sentita verbale dai militari dell’Arma aveva riferito di aver visto il piromane che poco prima aveva applicato le fiamme all’esercizio commerciale. Aveva anche fornito una descrizione dell’uomo.
Oggi è stato chiarito che la testimonianza della donna era servita esclusivamente per sviare le indagini, perché l’uomo in fuga era il suo complice nell’azione incendiaria e il mandate il suo datore di lavoro.

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Le indagini

Le successive indagini, condotte con i militari della compagnia di Rivoli, hanno consentito di ricostruire l’intera dinamica dell’episodio delittuoso, il movente del gesto che all’inizio poteva sembrare soltanto un mero atto vandalico, nonché individuare il mandante e un complice. I due uomini sono destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Torino su richiesta della locale Procura della Repubblica. Si tratta di un commerciante di 35 anni del luogo e una sua dipendente, una donna italiana di 47 anni di Rivalta. Il piromane colto sul fatto permane invece con la misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza, a Trana. E’ stata anche perquisita la casa di un quarto indagato, denunciato a piede libero per favoreggiamento. Si tratta di un amico del mandante che ha svolto il ruolo di intermediario tra quest’ultimo e i due esecutori materiali dell’incendio, che hanno ricevuta la somma di euro 1000 per portare compimenti il reato.

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