Sul taglio di 69 milioni di euro imposto all’Asl To4, Luigi Vercellino resta vago e demanda ogni ragionamento ai tavoli con la Regione Piemonte.
Bisogna risparmiare 69 mln
Anche perché la sua azienda sanitaria – evidenzia – non sta facendo peggio delle altre. Sui servizi sanitari che possono atterrare all’Ospedale di Settimo, invece, non usa mezzi termini. Ed è qui che la «doccia fredda» si fa sentire: il direttore generale dell’Asl To4, infatti, da un lato apre all’arrivo di cardiologia, oculistica e radiologia ma dall’altro boccia senza appello i due «cavalli di battaglia» di Elena Piastra: primo soccorso ed hospice.
Succede tutto mercoledì 22 luglio 2026 nella Commissione consiliare, presieduta da Fortuna Bianchini, convocata per fare il punto sulle prospettive della sanità territoriale: dall’Ospedale alla Casa di comunità in fase di realizzazione al poliambulatorio di via Leinì. «Le case di comunità, unite alle Centrali operative, sono l’inizio di una riprogettazione della sanità. Ci troviamo con una popolazione molto anziana, si vive molto di più ma non si vive bene. Per questo, c’è bisogno di un approccio sanitario diverso anche rispetto alle cronicità: penso allo scompenso cardiaco, al diabete ma anche ai percorsi oncologici», introduce Vercellino, ragionando su un modello di sanità che possa limitare «gli accessi impropri al Pronto soccorso». Fin qui le premesse. Subito dopo, scatta un’ora di fuoco, con domande serrate da parte del Consiglio comunale, in particolare tra le fila della maggioranza. Domande puntuali sui servizi, dai punti di assistenza pediatrici al consultorio per i giovani, passando per i disturbi alimentari fino alla richiesta di una nuova sede per la Fidas e l’Avis (dato che la struttura attuale, a breve, non sarà più disponibile). Sullo sfondo di ogni ragionamento, però, pesa come un macigno quella che Piastra definirà , in chiusura, «la spada di Damocle»: ossia il rischio di dover fare i conti con 69 milioni in meno.
«Non si risparmiano 69 milioni spegnendo le luci»
«Non so cosa voglia dire quel numero, ne parleremo con la Regione ma posso dire che l’Asl To4 non sta facendo peggio di altri», risponde Vercellino alla domanda posta dal consigliere Nicolò Farinetto rispetto all’impatto che potrebbero avere i nuovi vincoli di bilancio. Un tema su cui, poi, torna Anna Sanfilippo. «Se non ci sono le risorse, l’Asl sarà costretta a fare dei tagli», pressa la capogruppo del Movimento. «Lo dico diversamente. Noi possiamo proporre delle misure di efficientamento, come stiamo già facendo. Saranno sufficienti per raggiungere i 69 milioni? No, dunque tutto il resto dovrà deciderlo la Regione e non sicuramente noi – replica Vercellino -. Anche perché non credo che si possano risparmiare 69 milioni spegnendo le luci mezz’ora prima la sera».
Lo stop su primo soccorso ed Hospice
Centrale, nel corso della Commissione, anche il futuro dell’Ospedale di Settimo, in particolare per quanto riguarda l’implementazione dei servizi. «Se io penso alla Casa di comunità, penso ad un servizio che deve fare sinergia con Ospedale. Non pensa che manchi un anello di congiunzione che è il primo soccorso?», è la domanda lanciata sul tavolo della Commissione da Natalino Pastore. «È un tema più complesso di quello che si pensa. L’Ospedale non ha le sale operatorie, non ha la rianimazione. Quando io rendo agibile un servizio di questo tipo, devo avere le strutture necessarie», risponde Vercellino, stroncando anche l’ipotesi della gestione dei codici bianchi o delle patologie di basso rischio. «Una persona è per strada, ha male al braccio e al petto. Se vede scritto “Primo soccorso”, si ferma. E se dovesse essere un infarto? Chi la gestisce quella situazione?», esemplifica Vercellino. Non va meglio quando Farinetto solleva il tema dell’Hospice e la gestione delle cure palliative nei percorsi oncologici. «L’Ospedale non è una struttura che ha tra i suoi “setting” quello degli hospice che è quasi mai integrabile con un presidio ospedaliero di quel tipo», risponde il direttore generale dell’Asl To4. «L’Ospedale ha una serie di spazi che rappresentano una grande opportunità di rispondere a dei bisogni sanitari della popolazione. In questi giorni – spiega Vercellino -, stiamo facendo alcuni ragionamenti anche in un’ottica di integrazione con la Casa di comunità. Nelle prossime settimane, all’Ospedale saranno attivi gli ambulatori di cardiologia, poi c’è il tema dell’oculistica, con la possibilità di prevedere degli interventi a bassa complessità. E poi, la radiologia. Abbiamo anche acquistato un ecografo». Resta appeso al filo dei bilanci, invece, quello che Vercellino definisce «il sogno»: ossia avere una Tac. «Tutto dipende dalla possibilità della Regione in termini di investimenti. Ammetto che non è il migliore dei momenti ma – rassicura – vedremo di portare comunque a casa i migliori risultati».
Prende tempo, infine, quando si parla del Consultorio giovanile, su cui il Consiglio insiste da anni . «A maggio 2025, mettendo da parte gli schieramenti, tutti i capigruppo le hanno inviato una lettera», gli rinfresca la memoria Sanfilippo che sottolinea che «i locali di via Fantina sono pronti». «Mea culpa, l’ho ricevuta – risponde Vercellino -. Ne parleremo con Regione perché ogni servizio, anche rispetto alle modalità, va inserito in quello che è il contesto regionale».
Piastra: «Con il rischio dei tagli, noi i servizi non li vedremo mai»
Annuncia di aver già fissato – insieme agli altri sindaci – un incontro con la Regione Piemonte. Perché un taglio di 69 milioni sui bilanci dell’Asl To4, per la sindaca Elena Piastra, vuol dire mettere a rischio il futuro dei servizi tra le mura dell’Ospedale. Un pericolo che Piastra non può permettersi di correre, soprattutto dopo la fatica fatta per rendere pubblico il nosocomio settimese. «Quando arriva un atto che prevede un taglio così importante, noi abbiamo il dovere di chiedere come sia possibile. E abbiamo il dovere di chiederlo a Regione perché una situazione come questa ha una ricaduta immediata su Settimo», afferma Piastra in chiusura di Commissione. Una ricaduta che, in realtà, tocca tutta la sanità territoriale. «Vuol dire che ai tavoli, di cui faccio parte e me ne assumo la responsabilità, la politica dovrà decidere cosa fare ad esempio del pronto soccorso di Cuorgné, di quello Lanzo e anche dei servizi previsti su Settimo – sottolinea -. Abbiamo chiesto un incontro con la Regione perché questo tema non è solo un dibattito estivo ma è un elemento centrale. Il rischio è che i servizi possano essere tagliati». Così, Piastra sottolinea anche l’incertezza che aleggia sul destino del polo sanitario di via Santa Cristina. «L’Ospedale è diventato pubblico per volere politico della Regione. Questo l’ho sempre detto ed è giusto riconoscerlo – premette -, ma se adesso tagliamo 70 milioni di euro noi i servizi di cui discutiamo non solo non li vedremo mai, ma non possiamo pensare neanche di chiederli». Per questo motivo, dopo la lettera inviata nei giorni scorsi ai direttori generali dell’Asl To4, la sindaca evidenzia l’urgenza di aprire subito un tavolo di discussione per salvaguardare il futuro di tutto il comparto sanitario.
Per quanto riguarda i servizi richiesti sul territorio, sembra far finta di non sentire il «No» incassato da Luigi Vercellino su primo soccorso ed hospice. Due proposte, a più riprese, sollevate da Piastra. «Noi qui facciamo il nostro ruolo e abbiamo il dovere di chiedere più servizi possibili per la città – dice -. Il primo soccorso e l’hospice prendono avvio da alcune questioni, tra cui quella di provare a riorganizzare un’ala dell’ospedale. Ma mi rendo conto che discutere di servizi proprio in questo momento, con una spada di damocle così sulla testa, sia complesso. Per questo ritengo che soprattutto adesso, su questo, sia fondamentale una collaborazione totale anche con l’opposizione».