Maxi stangata da 14 mila euro per un piccolo bar di piazza Foroni a Torino aperto da poco. E ora il negoziante, in estrema difficoltà, rischia di chiudere subito.
Bar multato di 14mila euro pochi giorni dopo l’apertura
L’apertura di una nuova attività nel cuore di Barriera di Milano dovrebbe rappresentare un segnale positivo per un quartiere che da tempo affronta problemi di degrado, insicurezza e desertificazione commerciale. Invece, il caso al limite dell’assurdo di un piccolo bar inaugurato di recente in piazza Foroni ha riacceso le polemiche sul rapporto, speso troppo difficoltoso, tra istituzioni e imprese locali. A pochi giorni dall’inaugurazione al titolare dell’esercizio è arrivata una richiesta di pagamento pari a circa 14mila euro da parte del Comune. A denunciare il caso è Giancarlo Nardozzi, presidente del Goia Fenapi, che parla di una situazione paradossale e profondamente penalizzante per chi decide di investire in una zona complessa come Barriera.
La somma chiesta al barista sarebbe legata ai costi di monetizzazione dei parcheggi non realizzati
La somma chiesta al barista sarebbe legata ai costi di monetizzazione dei parcheggi non realizzati, un onere che il commerciante non avrebbe mai immaginato di dover sostenere. «Il negoziante è disperato. Rischia di chiudere subito», è l’allarme lanciato da Nardozzi, che racconta come l’imprenditore si sia precipitato in Associazione, con i bollettini in mano, spaventato dalla necessità di affrontare una spesa così elevata, subito dopo l’apertura. E il presidente del Goia ribadisce: «È ora di dare aiuti concreti ai nostri quartieri. Barriera di Milano non ha bisogno di passerelle politiche, ma di interventi reali. Chi decide di investire e aprire un’attività in una zona ormai al limite dell’invivibilità dovrebbe essere sostenuto, non colpito da richieste economiche che rischiano di far chiudere tutto nel giro di pochi mesi. Aprire oggi un’attività in Barriera di Milano è un atto di coraggio civile – aggiunge il presidente dell’Associazione – significa creare lavoro, presidio sociale, legalità e servizi per i cittadini. Altro che bastonate debitorie: queste persone meriterebbero una medaglia, non ostacoli burocratici e costi sproporzionati».
Alla polemica ha replicato la Città di Torino, chiarendo che l’importo richiesto rientra nella normativa regionale sul commercio. Da come riporta il Comune, il pagamento riguarda la monetizzazione dei parcheggi per i nuovi esercizi di somministrazione ed è previsto al momento della presentazione della Scia «per inizio attività per la mancata realizzazione dei parcheggi richiesti, calcolato in base a specifiche tariffe. Una somma una tantum che si paga, anche a rate, al momento dell’avvio di una nuova attività di somministrazione».
Ma dall’associazione Goia Fenapi ribadiscono la necessità di proteggere gli esercizi commerciali locali. Le attività di vicinato, infatti, non sono solo esercizi economici, ma veri punti di riferimento per la vita quotidiana del quartiere, una sorta di presìdi di legalità, che vanno sostenuti.