Il caso

Autista morto al deposito Brt di Settimo: dopo lo sciopero parla l’azienda

I vertici ribadiscono il proprio cordoglio, confermano la collaborazione con la magistratura e assicurano l'impegno per rafforzare la sicurezza nei luoghi di lavoro

Autista morto al deposito Brt di Settimo: dopo lo sciopero parla l’azienda

Dopo lo sciopero e il presidio organizzati dal SI Cobas davanti al deposito Brt di Settimo Torinese in seguito alla morte dell’autista rimasto schiacciato da un camion all’interno dello stabilimento di via Paganini, arriva la presa di posizione dell’azienda.

Autista morto al deposito Brt di Settimo

In una nota diffusa nelle scorse ore, Brt rinnova innanzitutto «il proprio profondo cordoglio e la vicinanza alla famiglia del lavoratore deceduto dipendente della ditta UTM».

L’azienda sottolinea inoltre come «la sicurezza e la tutela della salute di tutte le persone che operano all’interno dei propri centri rappresentano un principio imprescindibile per BRT e un ambito sul quale l’azienda investe e lavora quotidianamente».

Nel comunicato viene ricordato che la prevenzione degli infortuni si basa «sull’adozione di procedure operative, attività di formazione, monitoraggio dei processi e un costante aggiornamento delle misure di contenimento dei rischi e di salvaguardia, in collaborazione con tutti i soggetti coinvolti».

Brt afferma quindi di voler proseguire e rafforzare questo impegno. «L’azienda accoglie ogni occasione di confronto costruttivo finalizzata a individuare ulteriori azioni in grado di elevare gli standard di tutela delle persone», si legge ancora nella nota.

Infine, la società spiega che, fin dalle prime ore successive all’incidente avvenuto il 26 giugno nel deposito di Settimo Torinese, sono state avviate tutte le verifiche interne necessarie e che l’azienda «sta collaborando con la massima trasparenza e disponibilità con l’autorità giudiziaria e con gli enti competenti affinché venga fatta piena luce sulla dinamica dei fatti».

La nota di Brt arriva all’indomani della giornata di sciopero proclamata dal SI Cobas, che aveva chiesto maggiori garanzie sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e denunciato condizioni lavorative ritenute insostenibili, sostenendo che la morte dell’autista non dovesse essere considerata una fatalità ma la conseguenza di un’organizzazione del lavoro orientata al massimo profitto.

Sulla tragedia sono in corso gli accertamenti della magistratura, che dovranno chiarire l’esatta dinamica dell’incidente e le eventuali responsabilità.