Settimo

"Stop al consumo di suolo in area Bordina"

La presa di posizione del circolo locale di Legambiente

"Stop al consumo di suolo in area Bordina"
Pubblicato:

Nuova presa di posizione di Giampiero Rocchetti presidente del circolo di Legambiente di Settimo contro il consumo di suolo a Settimo Torinese.

legambiente settimo area bordina 5
Foto 1 di 4
legambiente settimo area bordina 4
Foto 2 di 4
legambiente settimo area bordina 2
Foto 3 di 4
legambiente settimo area bordina
Foto 4 di 4

 

L'area Bordina

"Il consumo di suolo in area Bordina avanza, oltre al supermercato (l'edificio bianco) è apparso un nuovo edificio, che sia la prima delle torri che verranno costruite?" chiedono da Legambiente, con tanto di immagini degli edifici in costruzione della zona.

"Inoltre - prosegue Rocchetti - nella zona del palazzetto dello sport in prossimità della rotonda di via Santa Cristina e via San Mauro sta sorgendo un nuovo parcheggio consumando ulteriormente suolo e vanificando quel poco di verde che si era riusciti a strappare ai costrittori delle torri".

Legambiente ricorda che 3000 cittadini firmarono perché l'intera area Bordina fosse destinata a parco e auspica che l'attuale amministrazione comunale ponga rimedio a quelli che per il circolo ambientalista "sono stati gli errori di gestione del territorio delle amministrazioni passate che hanno reso edificabile molte aree della nostra città".

La speranza quindi è che "si restituiscano all'Ambiente quelle aree che fossero ancora edificabili, con relative loro infrastrutture, previste dal vecchio piano regolatore, proponendo varianti di Piano ambientalmente sostenibili".

Il progetto di trasformazione dell'area

In occasione di un incontro lo scorso mese di giugno l'amministrazione aveva illustrato la trasformazione in programma per l'area compresa tra il parco Berlinguer e cascina Bordina. Il raddoppio del parco Berlinguer, due collegamenti ciclabili e pedonali, lo spostamento del rio Fracasso, un supermercato e nuove opere di urbanizzazione. Questi i principali cantieri previsti, e in parte già avviati, nella zona Bordina-Berlinguer che nell'intento dell'amministrazione conterà sei ettari in più di verde pubblico.

Già all'epoca, uno degli interventi che aveva suscitato maggiori obiezioni riguardava il terreno a nord del parco, per il quale era prevista la possibilità di realizzare tre edifici a destinazione residenziale. Un'opzione che ha rappresentato la punta dell'iceberg di un braccio di ferro tra Comune e costruttori, durato negli anni, con l'obiettivo di ridurre ai minimi termini il consumo del suolo pubblico.

Il progetto Torri Bordina: la cronistoria

E' stato certamente uno degli argomenti urbanistici più dibattuti degli ultimi anni. Quello del progetto dell'area Ht6, meglio conosciuto come quello delle «Torri Bordina» è stato motivo di scontro e polemica negli ultimi anni. A cavallo tra il mandato del sindaco Fabrizio Puppo e l'attuale di Elena Piastra non sono mancati i momenti di confronto. Liti in Consiglio, discussioni e persino commissioni consiliari che hanno "ospitato" i rappresentanti del comitato No Torri che si è costituito negli anni scorsi per manifestare la propria contrarietà alla costruzione dei «grattacieli» nell'area tra il Parco Berlinguer e via Raffaello Sanzio e, quindi, per dire no al consumo di suolo verde.

E ci fu perfino una raccolta firme promossa dal comitato No Torri e da Legambiente Settimo che, per mesi, hanno incontrato i cittadini ottenendo il loro stesso parere sulla contrarietà all’intervento immobiliare alle porte della città.

Scontri e polemiche che si erano in qualche modo risolte con l'approvazione, da parte del Consiglio comunale, di una variante al piano regolatore frutto di una richiesta di mediazione sull'impatto urbanistico presentata proprio ai proprietari del titolo edificatorio e quindi al costruttore interessato dall'iniziativa.

Il progetto iniziale, lo stesso che scatenò le ire di residenti e comitati ambientalisti, prevedeva la realizzazione di tre torri da 15 piani su un terreno vergine proprio nelle vicinanze dell'ex Cascina Bordina. Ma l'attuale Amministrazione, già in campagna elettorale, aveva promesso di fare il possibile per limitare l'impatto ambientale su quella porzione di territorio cittadino.

«Sin dall'inizio del mandato ci siamo impegnati per migliorare il progetto iniziale, ereditato dal 2013, in favore di un minor consumo di suolo e di una minor compromissione del territorio - spiegava la prima cittadina un paio di anni fa a La Nuova Periferia -. Siamo partiti dalle 3 torri di 15 piani per arrivare a due opzioni molto meno impattanti, tutte inferiori in termini di cubatura».

«L'obiettivo, senza compromettere diritti e investimenti dei proprietari, è sempre stato realizzare un progetto migliorativo per la Città», commentava Piastra.

Seguici sui nostri canali