Settimo Torinese: al via il Festival 365 per riflettere sul mondo
Mercoledì 5 marzo si parla di geopolitica ed equilibri globali con il giornalista, reporter, analista geopolitico e docente universitario Luca Steinmann

A Settimo Torinese al via il nuovo ciclo di incontri del Festival 365, la rassegna che fa vivere il Festival dell’Innovazione e della Scienza tutto l’anno, offrendo alla cittadinanza momenti di approfondimento e dialogo con protagonisti e realtà del mondo della scienza e della cultura.
Settimo Torinese: al via il Festival 365
Mercoledì 5 marzo, alle ore 18.00, in Biblioteca Archimede, per il primo appuntamento del Festival 365, in collaborazione con Parole in Tazza Grande, si parlerà di geopolitica ed equilibri globali con il giornalista, reporter, analista geopolitico e docente universitario italo-svizzero Luca Steinmann che presenterà il suo ultimo libro “Vite al fronte. Donbass, Libano, Siria, Nagorno Karabakh: il grande intreccio delle guerre nelle storie di chi le ha vissute” (Rizzoli edizioni). Modera Isabella Curcio, studentessa.
Dopo essere stato uno dei pochi giornalisti occidentali a raccontare la guerra in Ucraina dal fronte russo, in queste pagine Luca Steinmann ci conduce in altre aree inesplorate dai media. Una visuale unica e senza filtri, che raccoglie le testimonianze di uomini e donne, civili e combattenti che si sono ritrovati a vivere più conflitti diversi. Mostrando come questi siano intrecciati e si influenzino a vicenda.
Negli ultimi anni Steinmann ha vissuto conflitti in tutti gli angoli della Terra, aggregandosi a eserciti, popolazioni e combattenti tra loro nemici: durante la guerra in Libano del 2024 è stato tanto sul lato israeliano quanto su quello di Hezbollah; ha viaggiato sia per i territori in mano ad Assad, tornandoci dopo la sua caduta, sia in quelli abitati da ribelli e civili a lui ostili lungo i confini della Siria; è andato nel Nagorno Karabakh durante i combattimenti e poi di nuovo dopo la fuga di massa degli armeni, osservando il ripopolamento di questa regione da parte degli azerbaigiani. Senza dimenticare il Donbass, dove è stato uno dei pochissimi giornalisti occidentali a seguire le truppe russe mentre invadevano l'Ucraina. In tutti questi viaggi ha raccolto le testimonianze di soldati e civili che, travolti dalle guerre, non riescono più a liberarsene, nemmeno fuggendo all'estero. Ha incontrato gli ebrei ucraini che nel 2022 sono scappati in Israele per poi ritrovarsi un anno dopo trascinati nuovamente nella guerra di Gaza; i palestinesi rifugiati in Libano e Siria e travolti anche lì dai conflitti; i cristiani del Medio Oriente ormai sempre meno numerosi; gli armeni in fuga dalla guerra in Siria che, dopo essersi stabiliti nel Nagorno Karabakh, sono dovuti scappare di nuovo.
Attraverso le loro storie, Steinmann mostra come tutte queste guerre siano intrecciate e si alimentino a vicenda. Con una prosa avvincente, conduce il lettore alla scoperta di aree inesplorate dai media, dando voce senza filtri a persone che lottano per la quotidiana sopravvivenza, talvolta imbracciando loro stesse le armi tra le file di milizie, eserciti e battaglioni di mercenari, come il Gruppo Wagner. E lo fa con la forza narrativa di chi cerca sempre di restituire alle guerre non la verità ideologica ma la spietata realtà dei fatti. Quella realtà che in tanti dimentichiamo perché, "alla fine, chi vince sui campi di battaglia si conquista un posto al tavolo delle grandi potenze del mondo. Anche chi fino a cinque minuti prima subiva accuse di terrorismo, pulizia etnica e genocidio. Solo gli sconfitti finiscono sul banco degli imputati".
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Non è necessaria la prenotazione. Per informazioni:011.80.28.722/724 - 345 58 10 975