Trattativa

Settimo, salta l’ipotesi del data center nell’area ex Lucchini: pesa il nodo della bonifica

La sindaca Piastra conferma: «Sembrava fatta, poi c'è stato un passo indietro». Il Comune guarda anche ad altre aree dismesse e chiede regole più chiare

Settimo, salta l’ipotesi del data center nell’area ex Lucchini: pesa il nodo della bonifica

Si raffredda, almeno per il momento, l’ipotesi di realizzare un data center nell’area dell’ex Lucchini di Settimo Torinese.

Settimo, salta l’ipotesi del data center all’ex Lucchini

Come racconta Desirèe Di Monte su La Nuova Periferia di Settimo del 21 luglio, dopo mesi di interlocuzioni che sembravano vicine a una conclusione positiva, il progetto ha subito una battuta d’arresto, principalmente a causa della complessità della bonifica del sito.

«Dopo alcuni passaggi in cui, effettivamente, sembrava fatta, ora quell’ipotesi si è raffreddata – conferma la sindaca Elena Piastra -. Il tema principale è la bonifica e, ad oggi, c’è stato un passo indietro. Parallelamente, però, stiamo provando a lavorare anche su altre aree ex industriali e compromesse della città».

Lo stop, di fatto, rinvia ancora una volta la riqualificazione dell’ex acciaieria, uno dei principali dossier urbanistici aperti per l’Amministrazione comunale. «Da tempo stiamo collaborando con la proprietà nel tentativo di riqualificare l’area. Si tratta di un intervento imponente e complesso, che richiede investimenti privati. Come Comune, il nostro obiettivo è favorire la rinascita dell’area con una funzione capace di portare valore alla città», aggiunge la prima cittadina.

Il tema dei data center

La vicenda riporta al centro anche il dibattito sull’insediamento dei data center nei territori dell’area metropolitana. Un tema che è arrivato anche in Consiglio regionale, dove è stata presentata una proposta di legge.

Per Piastra è necessario definire regole condivise. «I data center sono uno dei principali temi di trasformazione per Settimo, anche per il suo posizionamento geografico. Sono però una forma di sviluppo nuova per i nostri territori. La Lombardia è stata la prima Regione a dotarsi di una legge specifica, mentre la normativa nazionale non è intervenuta in modo altrettanto puntuale».

La sindaca individua due priorità: concentrare questi insediamenti nelle aree industriali dismesse e degradate ed introdurre obblighi di compensazione ambientale.

«Come Comune, nel Piano regolatore abbiamo cercato di fare chiarezza, ma oggi non esistono obblighi generali sulle compensazioni ambientali. Penso alle alberature, all’attenzione verso il teleriscaldamento e alle ricadute positive che questi interventi possono avere sul territorio. Settimo sta cercando di creare le migliori condizioni possibili anche sotto questo profilo», conclude Piastra.