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Il progetto

Settimo «modello» alla Biennale di architettura di Venezia

In Laguna è stato presentato l’esito del lavoro che ha preso il via nei mesi scorsi sul territorio e che ha visto protagonisti i ragazzi di due classi delle scuole Gobetti e Gramsci.

Settimo «modello» alla Biennale di architettura di Venezia
Attualità Settimo, 13 Novembre 2021 ore 08:41

Settimo «modello» alla Biennale di architettura di Venezia.

Biennale architettura

«Una città per bambini e bambine». E’ questo il titolo del progetto che ha permesso alla Città di Settimo di ritagliarsi uno spazio da protagonista all’ultima edizione della Biennale di Architettura di Venezia.

Il progetto settimese

In Laguna è stato infatti presentato l’esito del progetto che ha preso il via nei mesi scorsi sul territorio e che ha visto protagonisti i ragazzi di due classi delle scuole Gobetti e Gramsci. Insieme alla sindaca Elena Piastra e all’assessore Alessandro Raso c’erano anche gli autori del progetto, Alessandra Moscatelli, Lillina Olleia, Annalisa Quinto e l’architetto Giulio Pascali. «Le nostre città - spiega proprio Pascali - sono costruite attorno a una specifica tipologia di figura: uomo, maschio bianco, lavoratore, di età media. L’obiettivo del progetto “Una città per bambini e bambine” è quello di fornire alle piccole e medie città italiane uno strumento per affrontare il tema dello sviluppo sostenibile in relazione all’Agenda 2030». Così, le ragazze e i ragazzi delle scuole coinvolte, hanno analizzato le cartine del territorio, hanno percorso la città in lungo e in largo alla ricerca di spunti per migliorare strade, marciapiedi, parchi e luoghi di aggregazione. Dopo aver identificato luoghi come le scuole, i parchi appunto, altri centri di aggregazione e pubblici edifici, i ragazzi si sono messi al lavoro attraverso dei veri e propri sopralluoghi tra le vie cittadine. Prima di presentare una dettagliata relazione finale. «Il tema dell’ascolto - spiega l’architetto Valeria Chiarla -, è fondamentale in questo progetto. La città ha bisogno del protagonismo dei ragazzi, è importante che loro si abituino a guardare la città anche con un occhio critico». Uno sguardo diverso che potesse catturare tutti i pro e contro rispetto all’accessibilità e alla fruizione degli spazi settimesi. «Sicuramente - sottolinea l’architetto Pascali - siamo in grado di misurare quanti chilometri di piste ciclopedonali ci siano su un territorio, ma nell’analizzare questo numero spesso si perde la configurazione reale di questa infrastruttura. Andare invece a parlare con i ragazzi ci aiuta anche un po’ a uscire dal puro dato sterile e analitico per vedere le cose in una maniera un po’ più umana».
Un progetto che la prima cittadina di Settimo definisce «molto utile per il Comune». A maggior ragione pensando alla fase di «revisione della variante generale del piano regolatore. Costituisce quindi una possibilità di sguardo sulla città, attraverso gli occhi di bambine e bambini. Con una prospettiva differente perciò, pensando a una città che sia accessibile». Perché, conclude la sindaca «Come abbiamo imparato una città che è a misura di bambino è accessibile per tutti».
Soddisfatto anche l’assessore Alessandro Raso, «Una Città per bambini e bambine - spiega - ha avuto ricadute inattese. Pensavamo che potesse essere utile sotto il profilo della mobilità sostenibile, e invece si è rilevato utilissimo per fare una mappatura, dal commercio all’urbanistica», analizzando quindi i percorsi dei ragazzi e le loro osservazioni rispetto a punti di forza e criticità.

Il lavoro svolto

Il progetto, iniziato nei mesi scorsi e che ha in più occasioni visto i ragazzi protagonisti di iniziative sul territorio, sarà senz’altro un punto di partenza di fondamentale importanza per l’analisi di nuove misure da adottare sul territorio in termini di urbanistica e quindi accessibilità. Certo è che il debutto alla Biennale di architettura di Venezia e l’interesse suscitato sembra essere di buon auspicio per il proseguimento o la replica di un’iniziativa di questo genere. Le idee, gli spunti e le evidenze sollevate dai ragazzi che hanno contribuito alla realizzazione di questa edizione del progetto dovranno essere curati e sostenuti per pensare alla città di domani.