Triste ricorrenza

Settimo e San Mauro non dimenticano le vittime dell'Heysel

Cerimonia nel giardino inaugurato un anno fa e dedicato alle persone scomparse nella tragedia di Bruxelles, e ponte vecchio illuminato di bianco e nero

Settimo e San Mauro non dimenticano le vittime dell'Heysel
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La giornata di ieri, 29 maggio 2024, ricorreva il 39esimo anniversario della tragedia consumatasi nello stadio di Bruxelles e che costò la vita a 39 tifosi juventini, uno per ogni anno intercorso da quel terribile giorno.

A Settimo cerimonia nel Giardino dell'Heysel

Nella giornata una rappresentanza dello Juventus Club DOC Terza Stella di Settimo Torinese e dell'amministrazione comunale si sono riunite per un semplice ma intenso momento commemorativo nel "Giardino dell'Heysel" in via Fosse Ardeatine, inaugurato esattamente un anno fa.

I presenti hanno deposto un mazzo di fiori bianchi davanti alla targa dedicata ai "39 angeli" per poi dare lettura dei loro nomi.

A San Mauro ponte illuminato

Anche la città di San Mauro ha voluto ricordare la triste ricorrenza: in serata, infatti, il ponte Vittorio Emanuele III (ponte vecchio) si è illuminato di bianconero per ricordare le vittime della strage dello stadio Heysel, sul ponte campeggiava ben visibile anche il numero "39".

"San Mauro non dimentica questa pagina drammatica, a cui tanti cittadini, tifosi e non, collegano ricordi ed emozioni" ha fatto sapere l'amministrazione comunale sulla pagina social ufficiale del Comune.

Cosa accadde quel giorno

Il 29 maggio 1985 nello stadio di Bruxelles, prima ancora che iniziasse la finale di Coppa dei Campioni tra la Juventus e il Liverpool, 39 tifosi della Juventus, di cui 32 italiani, morirono nella calca generata dalle violenze degli hooligans inglesi. Altre 600 persone rimasero ferite.

Così la Juventus ricorda il dramma sul web:

"Il ricordo resta nitido e doloroso: una finale di Coppa dei Campioni che continua a generare sgomento, rabbia e dolore, in cui nel corso dei folli incidenti del prepartita hanno perso la vita 39 persone. Trentanove. Un numero diventato un simbolo, che racconta più di qualsiasi parola la sofferenza che tutti continuiamo a portarci dentro. Per questo ci stringiamo accanto alle famiglie nel ricordo delle vittime innocenti, che accompagnano il nostro cammino da quel giorno maledetto. Non dimenticando mai il dramma, sempre vivo, di quella giornata"

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