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Il caso

San Raffaele, la «panchina della discordia»

A sollevre la questione la consigliera comunale Clara Marta.

San Raffaele, la «panchina della discordia»
Attualità 02 Ottobre 2021 ore 09:49

San Raffaele, la «panchina della discordia».

Panchina "della discordia"

A San Raffaele Cimena da alcuni mesi sta prendendo sempre più piede una vera e propria questione, che vede al centro dell’attenzione una «panchina della discordia».

La situazione

A raccontare il caso è la capogruppo di minoranza Clara Marta: "In questo ultimo anno e mezzo abbiamo imparato tutti a convivere con le difficoltà e molti di noi anche con il dolore causato dal Covid. Ci stiamo lentamente riprendendo anche grazie alla nostra perseveranza e forza di volontà. Credo che un forte aiuto per superare l’emergenza anche dal punto di vista psicologico ci sia stato fornito dalle piccole e belle cose: un abbraccio dato e ricevuto, la lettura di un buon libro, stare con gli amici nei limiti del distanziamento".

Il caso

"Ecco perché ritengo che una vicenda apparentemente di poco conto abbia invece una rilevanza considerevole nella vita della nostra comunità. Mi riferisco alla decisione di rimuovere la panchina della Uao, Unione agricola operaia, Circolo molto attivo, apprezzato e conosciuto da tutti. Questa panchina è un pezzo di storia del paese, un simbolo di socialità. Per decenni i sanraffaelesi più anziani si sono seduti per confidarsi, sorridere, piangere, parlare delle proprie storie tristi o liete. Eliminare la panchina significa cancellare un simbolo, poiché essa non è un semplice oggetto ma è un “luogo del cuore”. E’ momento di aggregazione, è punto di riferimento, è motivo di incontro e di scambio di parole e di opinioni. Mentre in altri comuni del Piemonte grazie al progetto Big Bench, vengono installate le panchine giganti colorate, collocate per offrire ai cittadini un impatto emozionale e visivo, qui da noi la “storica” panchina viene tolta, costringendo gli anziani a sedersi su un ruvido muretto. Si tratta forse di una decisione dettata dalla prudenza per il Covid? D’accordo, allora si provveda a normarne l’utilizzo, ma ciò non significa che la panchina debba essere eliminata per sempre. O non è piuttosto un mero accanimento burocratico che va contro l’esigenza di socializzazione della gente? Si trovi una soluzione, si ragioni, si usi il buon senso e forse il problema si risolverà facilmente. Diamoci da fare tutti affinché non si cancelli la storia e non si uccida un’emozione!".