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San Mauro, l'impegno dei donatori di sangue della Fidas

L'attività dell'associazione presente in città dal 1959.

San Mauro, l'impegno dei donatori di sangue della Fidas
Attualità 18 Settembre 2021 ore 09:31

San Mauro, l'impegno dei donatori di sangue della Fidas

Fidas

Dal 1959 il gruppo Donatori sangue della Fidas è una realtà importantissima nel panorama associativo sammaurese. Siamo andati ad incontrarli nella loro sede di via Speranza 43/b (locali condivisi con l’Avis) per capire se la pandemia abbia influenzato le loro attività e quali saranno le prospettive per il futuro.

Il direttivo

Ad accoglierci il vice presidente Dario Milanesio, la consigliera Marina Careggio e il nuovo presidente Giuseppe Gioda, subentrato, in qualità di vice presidente, a Sergio Pozzan deceduto nell’aprile scorso proprio a causa del Covid. «Quando avevo vent’anni circa, quindi subito dopo la leva militare, ho iniziato a donare alla Fidas grazie ad un mio amico che mi aveva invitato a fare la mia prima donazione e ho continuato a donare per 46 anni – spiega Giuseppe Gioda -. E proprio a causa della morte di Sergio sono diventato il presidente, almeno fino a dicembre quando ci saranno le nuove elezioni». Una presidenza, quella di Pozzan che ha lasciato il segno.
«Con lui abbiamo avuto un incremento delle donazioni anche grazie alle sue belle e utili iniziative, tipo il torneo di calcetto, la collaborazione con gli alpini e la risistemazione del monumento al donatore al parco l’Eliana, con le catene e la pavimentazione». Un anno il 2021 che ha visto anche un calo del numero delle donazioni. «Attualmente sulla nostra piattaforma contiamo 150 donatori attivi – afferma il vice presidente Dario Milanesio – ma nonostante ciò abbiamo avuto un calo delle donazioni. Difficilmente raggiungeremo i 240 del 2020. Calo dovuto sia alla disaffezione dei più giovani ma anche al passaggio al nuovo sistema di gestione dei donatori attivi, più macchinoso. A tale proposito vorrei fare un appello a tutti i nostri donatori attivi dormienti, quello di chiamarci e di prenotare la loro donazione perché c’è sempre bisogno di sangue».
Oltre a questo si presenta anche un altro problema: le sacche. «Purtroppo Torino ci passa solo un determinato numero per ogni sessione di prelievo – prosegue Marina Careggio -. Quindi, se dovesse venire qualcuno in più saremmo costretti a dagli l’appuntamento per il mese successivo». Donazioni che avvengono seguendo scrupolosamente le normative anti Covid. «Seguiamo scrupolosamente le norme che ci sono state imposte in questi due anni – prosegue Milanesio -. Prendere la temperatura al donatore, osservare il distanziamento e disinfettare le biro e gli strumenti. Un’altra novità, che si è poi dimostrata utile è stata quella della prenotazione obbligatoria, così da scongiurare gli assembramenti ma anche le lunghe attese di un tempo. Le donazioni devono avvenire ogni 5 o 10 minuti».

La prossima iniziativa

E per riprendere una qualsivoglia di normalità, domenica 26 settembre 2021, in sala Ilaria Alpi, dopo la messa alla chiesa di Santa Maria di Pulcherada, si svolgerà la tradizionale festa sociale con la premiazione dei 23 donatori benemeriti che al 31 dicembre del 2020 hanno raggiunto un numero specifico di donazioni. E poi a dicembre l’elezione del nuovo presidente del gruppo sammaurese.
«Il 26 settembre avremmo voluto fare anche la sfilata lungo il ponte vecchio fino al monumento al donatore per la deposizione della corona, e il pranzo sociale con tutti i nostri donatori ma purtroppo non è ancora il momento. Speriamo di poter mangiare l’anno prossimo insieme» spiega Gioda.